CRONACA DI ROMA

Sabato 18 Maggio 2002

Nel mirino le contravvenzioni per gli accessi al Centro: tirati in ballo dal sindacato il comandante e due funzionari del Comune
"Il sindacato usa i vigili per fini politici"
L’assessore Di Carlo accusa. L’Ospol denuncia: "Sulle multe abusi e reati"

di CLAUDIO MARINCOLA

"Quando ho visto il mio nome e la mia matricola su decine di contravvenzioni che non avevo nè istruito nè accertato ho deciso: io li denuncio". Mauro Epifani è un dirigente sindacale e forse anche per questo non ha paura di parlare. La decisione risale a due mesi fa, ma solo ieri, Epifani, che è un vigile urbano, ha presentato gli atti presso la Procura della Repubblica: tre fogli e 7 allegati.
La sua denuncia chiama in causa il comandante della Polizia municipale Aldo Zanetti, un funzionario del VII Dipartimento, Renato Schiavo e Gianfranco Barba, il responsabile del Sistema Iride, che controlla i varchi elettronici. L’accusa è truffa aggravata, falso e abuso d’ufficio in concorso con altri funzionari.
All’origine della denuncia c’è uno scontro tutto politico tra il Campidoglio e l’Ospol, il sindacato autonomo dei vigili urbani, sull’uso dell’occhio elettronico e sulle procedure sanzionatorie. Le tensioni risalgono al 1999 quando il Comune decise di affidare alla Sta Spa l’iscrizione al ruolo dei verbali accertati dalla polizia municipale. Da quel giorno è stato scontro aperto.
L’assessore ai Trasporti, Mario Di Carlo vede nell’iniziativa giudiziaria dell’Ospol solo un attacco strumentale: "Considero estremamente volgare che un vigile urbano regolarmente retribuito dall'amministrazione comunale passi il suo tempo a sbeffeggiare il proprio lavoro e arrivi fino al punto di denunciare i suoi colleghi per fini che non conosco e che possono diventare propagandistici e strumentali". "Oltre ad una discutibile strategia che usa il sindacato a fini politici - dice ancora Di Carlo - così facendo si rischia di intimidire colleghi e lavoratori che cercano esclusivamente di fare il proprio lavoro, fornendo una prestazione in cambio di una retribuzione".
Mauro Epifani era, appunto, uno dei 150 vigili che a rotazione si alternano nella sala dell’Ufficio contravvenzioni dove giungono le immagini registrate dalle telecamere elettroniche. Le foto vengono esaminate, i numeri di targa incrociati con quelli contenuti nella memoria della banca dati.
"Ho rinunciato - spiega Epifani - ai soldi degli straordinari, 10 turni ogni due mesi da 7 ore l’uno, a 20 mila lire lorde l’ora. Guadagno meno. Ma in questo modo nessun giudice potrà chiedermi un giorno un risarcimento danni. E poi - aggiunge - è una questione di serietà professionale".
L’Ospol da tempo è sceso sul piede di guerra, di recente ha sparato ad alzo zero contro il nuovo Regolamento approvato dalla giunta. Ieri il sindacato ha convocato una conferenza stampa per annunciare di aver presentato anche un’altra denuncia alla Procura: riguarda le multe rilevate nel periodo di Natale. "L’articolo 5 del Codice della strada - hanno spiegato Gabriele Di Bella, segretario del sindacato autonomo e il presidente Luigi Marucci - prescrive che la delimitazione della Zona a traffico limitato sia indicata ai cittadini con la segnaletica verticale posta ad ogni varco. Quando fu deciso di estendere l'accensione di Iride nel periodo natalizio, la norma venne segnalata sui pannelli luminosi della Sta e sui giornali ma non ai varchi, come previsto. Anzi, le indicazioni preesistenti, che in quei giorni non erano valide, non sono state nemmeno coperte. Un automobilista, pertanto, poteva benissimo non sapere che il sabato la fascia blu era estesa anche dalle 18 alle 20 e la domenica dalle 6.30 alle 20 e il codice della strada è dalla sua parte".
Il provvedimento era stato adottato per i week-end del 16, 23, 30 dicembre, del 6 gennaio e il 24 dicembre. Renato Schiavo firmò il prolungamento del divieto d'accesso, il comandante Aldo Zanetti, sarebbe invece, secondo il sindacato, responsabile "per la gravità del dolo dispiegato".
Tra Campidoglio e sindacato autonomo ci sono almeno altri 108 mila punti di contrasto, quante sono le multe che secondo l’Ospol sarebbero finite in prescrizione. "Stanno - ha aggiunto Di Bella - arrivando con due date, quella dalla rilevazione, in ottobre, e dell'accertamento, il 18 dicembre 2001, due mesi dopo la rilevazione e in tempo per essere notificate secondo quanto ha dichiarato l'assessore Marco Causi. Ma il termine dei 150 giorni parte dal momento dell'infrazione. Chi ha sbagliato deve pagare". Martedì negli uffici di via Ostiense 131 è stata convocata un’assemblea del personale addetto alle notifiche e alle contravvenzioni. E sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell'Arvu, l’Associazione romana della polizia municipale. Mauro Cordova che sollecita un’inchiesta giudiziaria e un’inchiesta amministrativa e chiede le dimissioni del dirigente dell’Ufficio contravvenzioni. Ma la posizione del Campidoglio su questo punto è chiara: "I 150 giorni previsti per la notifica scattano nel momento in cui la violazione viene accertata e non dalla foto".
(ha collaborato

Luca Brugnara)

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