IL MESSAGGERO
INTERNI
Sabato 10 Gennaio 2004
Il pm Woodcock aveva chiesto decine di arresti per la presunta
"holding del
malaffare", il gip aveva rifiutato
Cassazione: a Roma linchiesta sui vip
Trasferita da Potenza lindagine su politici, diplomatici e
personaggi
televisivi
di CRISTIANA MANGANI
ROMA - Più che una sensazione era una certezza: quasi nessuno in
Procura, a
Potenza, ha creduto che linchiesta sarebbe rimasta lì. E
così, quando è
arrivata la decisione della Procura generale presso la corte di
Cassazione
di trasferire per incompetenza territoriale lindagine sulle
presunte
tangenti vip a Roma, le migliaia di pagine di intercettazioni e
verbali
contenute nei fascicoli erano già praticamente pronte a partire
per la
Capitale. A decidere se quella che il pubblico ministero lucano
Henry John
Woodcock ha definito una "holding del malaffare", è
realmente un
organizzazione criminale, saranno i magistrati di piazzale
Clodio, con il
coordinamento del procuratore aggiunto Pasquale Lapadura.
Nellindagine avviata da Woodcock sono indagate 76 persone,
tra le quali
diplomatici, esponenti politici, amministratori e personaggi del
mondo
dellinformazione e dello spettacolo. I giudici supremi
hanno stabilito che
Potenza dovrà continuare a occuparsi solo di una piccola vicenda
che
riguarda Flavio Briatore, dirigente della scuderia corse di
Formula uno
della Renault, oltre che proprietario della discoteca
"Billionaire". Il
manager è stato iscritto sul registro degli indagati per
rivelazione di
segreto dufficio insieme con altre due persone e alcuni
ufficiali e
sottufficiali dei carabinieri del Nas (tuttora da identificare),
proprio per
un episodio legato al suo night club in Costa Smeralda. Durante
le
intercettazioni telefoniche e ambientali, Briatore parla al
telefono con uno
dei suoi dipendenti e li avverte che sta per arrivare
lispezione del Nucleo
antisofisticazione. Riferisce anche il giorno preciso in cui i
militari
effettueranno il controllo e fa capire chiaramente di essere
stato
avvertito.
Linchiesta sulle presunte tangenti tra vip nella quale sono
ipotizzati, a
vario titolo e con posizioni diverse da indagato a indagato, i
reati di
associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla
turbata
libertà degli incanti, corruzione, estorsione, millantato
credito,
favoreggiamento e rilevazione di segreti di ufficio, è stata
avviata nel
2002, mentre Woodcock indagava su tangenti pagate a dirigenti
dellInail per
lacquisto di alcuni immobili. Dopo mesi di accertamenti,
nel novembre del
2003, il pubblico ministero potentino ha chiesto al gip Gerardina
Romaniello
lemissione di decine di ordinanze di custodia cautelare per
alcuni nomi
molto conosciuti del mondo dellinformazione e
delleconomia: da Luciano
Gaucci a Tony Renis, da Anna La Rosa a Carlo Lancella, da Gianni
Pilo a
Ernesto Marzano, solo per citarne alcuni. Ma il giudice le ha
rigettate,
dichiarandosi incompetente per territorio. Contro la sua
decisione, il pm ha
allora presentato ricorso al Tribunale del riesame:
ludienza, cominciata il
17 dicembre scorso è stata rinviata al 20 gennaio prossimo.
Quasi
certamente, però, il Riesame assorbirà la decisione della
Procura generale
della Cassazione, interrompendo lesame del ricorso.