IL MESSAGGERO
Venerdì 6 Febbraio 2004
La decisione del Gip di Roma
Inchiesta di Potenza: archiviazione per il ministro Gasparri
ROMA Il Gip di Roma Marina Finiti ha archiviato la posizione del
ministro
delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, indagato per
favoreggiamento
nell'ambito dell'inchiesta avviata a Potenza, poi finita nella
Capitale per
competenza, su un presunto giro di tangenti.
"Rimasi allibito - commenta il ministro Gasparri in una nota
-
nell'apprendere dalle agenzie, con dovizia di particolari,
l'accostamento
del mio nome ad un'inchiesta condotta dalla Magistratura di
Potenza, in
particolare dal dottor Woodcock. Apprendo, invece, con
naturalezza, che si è
verificato l'unico epilogo possibile di questa tentata indagine:
l'archiviazione di qualsiasi inchiesta e il superamento di
qualsiasi
sospetto, da parte del Tribunale di Roma, con decisione del
Giudice per le
Indagini Preliminari, dottoressa Marianna Finiti".
Il 4 febbraio, spiega ancora Gasparri, "è stato depositato
in Cancelleria il
decreto di archiviazione, nel quale si afferma, in modo chiaro,
che nessun
tipo di sospetto poteva avere fondamento. Il Gip afferma che 'non
si
ravvisano ulteriori margini di indagine ulteriormente espletabili
e che va
disposta l'archiviazione del procedimento, non risultando
l'accusa
sostenibile in giudizio'. La decisione del Gip fa seguito alla
richiesta del
Sostituto Procuratore della Repubblica di Roma, dottor Giuseppe
Amato, il
quale aveva chiesto l'archiviazione del procedimento affermando,
tra
l'altro, che si poteva rilevare 'la insussistenza di estremi di
reità e la
insussistenza anche del mero fumus di reati ministeriali...' e
che dalla
vicenda si poteva ritenere non sussistente anche 'solo quel
minimo di fumus
che possa legittimare il generico sospetto di commissione di un
reato'".
"Non posso che esprimere - ribadisce il ministro Gasparri -
piena e totale
soddisfazione per queste decisioni, delle quali non avevo mai
dubitato. Non
intendo alimentare alcuna polemica, pur potendolo legittimamente
fare. Come
del resto non sollevai nessuna polemica quando furono diffuse
notizie che si
sono rivelate assolutamente infondate. Devo aggiungere che nel
caso di
questa vicenda nessun atto mi era stato notificato".
"Sono certo - conclude il ministro - che tutti gli organi di
informazione
che pubblicarono la notizia il 10 dicembre scorso, potranno dare
oggi
analogo rilievo alla decisione che dimostra che si era trattato
di
un'ipotesi decisamente fantasiosa".