IL GIORNALE
n. 198 del 21-08-2005 pagina 6 698n. 198 del 21-08-2005 pagina 6 del 21-08-2005 pagina 6
Consulente al Policlinico: è la
moglie del direttore
- di ANTONELLA ALDRIGHETTI -
Antonella Aldrighetti
da Roma
«Tra moglie e marito non mettere il dito» recita un adagio
popolare, sottintendendo quanto sia di pessimo gusto l'abitudine
ad impicciarsi di quanto accade tra le mura domestiche. Ma se il
«misfatto» riguarda dirigenti pubblici, retribuiti con risorse
pubbliche, si accende la curiosità. E curiosità ha voluto che si
incappasse nel contratto stipulato dal Policlinico universitario
romano Umberto I alla dottoressa Daniela Celin consorte di Ubaldo
Montaguti,neo-manager della stessa azienda dal primo agosto
scorso. Infatti dal 10 agosto
Il contratto che determina l'incarico è a firma di Elisabetta Paccapelo,
direttore amministrativo e facente funzione di direttore generale
in assenza di Montaguti (la delibera è la numero 17 pubblicata
in data 10 agosto nell'Albo pretorio dell'azienda). Alla
moglie-dirigente verranno riconosciuti 108mila euro all'anno
oltre ad un bonus del 20 per cento in caso di conseguimento degli
obiettivi prefissati dal suddetto contratto. Sebbene non si
voglia entrare nel dettaglio della professionalità, senz'altro
elevata e di indubbio valore, si potrebbe però puntare l'indice
sulla condotta e il comportamento di un manager vicario che in
assenza del suo diretto superiore ha decretato l'ingaggio della
consorte del superiore suddetto. Eppure «radio corsia»
addirittura prima che Montaguti fosse scelto a dirigere il
nosocomio universitario dal rettore della Sapienza di Roma,
Renato Guarini, di concerto con il presidente della regione Piero
Marrazzo, l'aveva già annunciato. Dando credito così alle
«chiacchiere» emiliane alimentate da un articolo comparso sulla
Nuova Ferrara dove si annunciava il passaggio di consegne
dell'allora manager dell'Arcispedale Sant'Anna (diretto fino a
luglio per l'appunto da Ubaldo Montaguti) al successore: «...con
lui partirà la moglie Daniela Celin, responsabile del controllo
di budget» si legge nell'edizione locale di qualche numero fa.Però
altra cosa è affermare che
Che dirà mai il neo-manager quando al suo ritorno sulla
scrivania, si ritroverà a deciderne l'avallo? Perché starà a
lui, il marito Montaguti, renderlo definitivo. Stando a quanto
riporta, senza ombra di dubbio, un decreto della presidenza del
Consiglio dei ministri (dipartimento della Funzione pubblica
articolo 6 del 28/11/2000) «il dipendente si astiene dal
partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano
coinvolgere interessi propri ovvero:di suoi parenti entro il IV
grado o conviventi». Proseguendo nella recitazione si apprende
che «sull'astensione decide il dirigente dell'ufficio». Cioè Montaguti.
«È la condotta futura del neo-manager e il comportamento che
intenderà perseguire - afferma il segretario regionale della Fials-Confsal
Gianni Romano - che ci lascia incuriositi, contando che la scelta
di conferire l'incarico di coordinamento degli uffici in staff
con la direzione aziendale, con un contratto di consulenza, ha
trascurato la possibilità di reperire tale dirigente nell'ambito
del personale in servizio al policlinico universitario».