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di Lorena Loiacono
Due organi sani asportati per un
semplice bruciore di stomaco: è questo il terribile sospetto che ha portato
al rinvio a giudizio due chirurghi del Policlinico Umberto I. Il Pm Attilio
Pisani sosterrà l’accusa nel processo che avrà inizio, con udienza
pubblica il 15 dicembre prossimo nell’aula 24 del Tribunale penale di
Roma, contro i due medici chirurghi che, nel febbraio del 2004, operarono una
signora ricoverata nel Dipartimento di Chirurgia "P. Valdoni" del
Policlinico Umberto I.
L’incubo della donna ebbe inizio con dei semplici bruciori di stomaco e
si concluse tristemente con l'asportazione di milza e cistifellea,
un’asportazione ritenuta dal medico legale, consulente del Pm,
ingiustificata, dovuta peraltro ad un sospetto carcinoma al cardias i cui
esami istologici sono poi risultati negativi: «il consulente medico del Pm
Pisani - racconta Giorgio Bernardi, Presidente di Associttadini che ha
seguito tutta la vicenda - ha ritenuto aggressiva la strategia utilizzata dai
due chirurghi: una presunta mutilazione di due organi sani, mentre sarebbe
bastata una terapia farmacologica.
La cistifellea infatti, asportata per calcoli, è risultata in seguito sana e
la milza, asportata perché sanguinolenta durante l'operazione, non presentava
anomalie al momento delle analisi effettuate al Pronto Soccorso. Chiediamo
alla Direzione del Policlinico -spiega il Dottor Bernardi - di aprire
un’inchiesta interna, rendendone pubblici gli esiti ed i provvedimenti
presi, proprio per rassicurare tutti gli utenti dell'Ospedale». (ass)
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