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Cooperazione in omicidio colposo. Cinque medici del Policlinico
Umberto I rischiano di finire sotto processo.
Doveva essere un intervento come tanti, routine. Una frattura a una gamba.
L’operazione era necessaria. Ma la paziente non ce l’ha fatta.
E’ morta per una complicanza: edema polmonare acuto.
Adesso il pm Maria Bice Barborini, titolare del fascicolo, ha chiuso le
indagini e depositato gli atti. Secondo la procura, la donna non era stata
sottoposta ai dovuti controlli e alle terapie necessarie: un trattamento di
dialisi.
Sul registro degli indagati, dopo il decesso, avvenuto nel marzo 2002, era
finito il nome del responsabile dell'Organizzazione dei Servizi di dialisi
del Policlinico, accusato di non aver strutturato un servizio adeguato alle
esigenze dei pazienti nefropatici ricoverati. Poi quello del primario di
Ortopedia, che per la procura non avrebbe dato «disposizioni affinché venisse
effettuata una sistematica consulenza specialistica nefrologica e venisse
organizzato un adeguato programma dialitico, data la prospettata degenza
presso il reparto di una paziente uremica terminale».
Ma per il pm sarebbero responsabili anche tre medici del reparto, che
avrebbero avuto in cura la donna il 18 marzo 2002, il giorno prima del
decesso. Non si sarebbero «adeguatamente attivati, per negligenza e
imperizia, a pretendere un trattamento emodialitico volto ad evitare che, a
causa di prevedibile sovraccarico circolatorio evidente anche per
l’incremento ponderale, la donna andasse in edema polmonare acuto».
Val. Err.
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