IL GIORNALE
Cronaca di Roma
19 febbraio 2005
UMBERTO I, DEFICIT A DOPPIO PASSO
Al Policlinico un buco di 100 milioni di euro ma gli emolumenti crescono
di Antonella
Aldrighetti
I conti del policlinico Umberto I si mantengono sul
rosso fisso. Il bilancio previsionale del 2005
conteggia un deficit finanziario attorno ai 100 milioni di euro
(per l’esattezza 99.853.390) quello riferito al 2004 sfondava il tetto
dei 93 e per il consuntivo 2003, l’ultimo stilato, la perdita si
attestava attorno ai 77. Numeri che non risulterebbero
in linea con il piano di copertura
conteggiato dal Governo che, già per l’anno appena trascorso, aveva
previsto per il ripiano di bilancio 65 milioni di euro: finanziamenti
che sarebbero serviti a sanare solo in parte il buco di bilancio maturato fino
ad allora mentre, per il 2005, il finanziamento statale è già venuto meno come
stabilito preventivamente. Un trend negativo che si mantiene pressoché costante negli anni, compreso il biennio 2002-03 quando, il
debito complessivo si aggirava attorno ai 150 milioni di euro. Significativa a tal proposito rimane la preoccupazione
espressa del direttore amministrativo, Florindo Antoniozzi,
che: «In merito alle eccedenze di spesa
registrate rispetto ai budget autorizzati»,
già alla fine di dicembre, espresse ai responsabili
delle Aree funzionali di coordinamento di: «Predisporre
una relazione dettagliata sui principali fatti che avevano
determinato i vari sconfinamenti di budget assegnati» invitandoli alla
relativa: «sistemazione dei conti». La relazione è stata notificata a fine
gennaio e solo da qualche giorno quella riferita al bilancio
preventivo 2005 (delibera n°1090). Analizzandole entrambe e comparando il
rapporto costi ricavi viene fuori che a fronte di un
finanziamento, da parte della Regione Lazio di 280 milioni di euro (nel 2004) e
di 291 milioni di euro (nel 2005) il disavanzo è già automaticamente acquisito
nel capitolo dei costi di produzione. Ossia per mettere in moto la macchina
sanitaria. Nel 2004 questi hanno sforato il tetto dei 383 milioni di euro, mentre nel 2005 sforeranno quello dei 403. Una
politica budgetaria tutta in remissione nella quale gravano
essenzialmente l’acquisto di prodotti farmaceutici e galenici, gli emoderivati, i prodotti per la profilassi, il materiale
radiografico, la strumentazione chirurgica e le protesi. Spese che, malgrado il
dimensionamento dei posti letto – che si attestano attorno ai 1200
– vengono comunque utilizzate nei servizi di day
surgery e day hospital. Analogamente
per i fondi impegnati negli stipendi del personale sanitario che si attestano a
75.103.691 euro mentre per gli amministrativi il dispendio è attorno agli 8
milioni. Rimane da aggiungere l’entità
della spesa per gli stipendi degli universitari che ammontano a 89 milioni di
euro. Si mantengono costanti le spese cosiddette fisse:
cancelleria, materiale tecnico e gli importi riferiti alle consulenze affidate
all’esterno. Per gli incarichi sanitari ai professionisti esterni
al nosocomio si è speso nel 2004, 4.417.503 euro, nel 2005 ne
sono previsti 4.827.000. Mentre per le consulenze di altra
natura si passa da 1.827.191 a 2.034.000. Un capitolo a parte se lo guadagnano
le spettanze agli organi direttivi, alcune delle quali sembrano lievitare
poderosamente da un anno a un altro. Se nel bilancio
preventivo del 2004 (delibera n°1 del 9 gennaio 2004)
per il commissario straordinario Dino Cosi, si stimavano 175.766 euro annui tra
indennità, rimborso spese e contributi ad oggi l’ammontare è cresciuto di
circa 52 mila euro arrivando ad un compenso di 227.329. Un incremento che ha toccato
anche il direttore sanitario, Florindo Antoniozzi,
che da 137.313 euro percepirà 175.165. Nessun incentivo al direttore sanitario Anna
Rosalba Buttiglieri che è passata da 159.113 euro a
157.165. Cospicui anche gli aumenti delle spettanze al Collegio dei revisori
contabili che mentre nel 2004 avevano predisposto un budget di 88.700 euro per
il 2005 ne andranno a percepire 125.500.