

Al Signor PROCURATORE DELLA REPUBBLICA presso il TRIBUNALE DI ROMA
DENUNCIA
Oggetto: il bar ristorante Planet Hollywood in Via del Tritone.
Il sottoscritto dott. Giorgio Bernardi nato a Frascati RM l8.5.1952 e domiciliato in Roma Via Antonio Baiamonti 10 nella sua qualità di Vice Presidente dellASSOCITTADINI ASSOCIAZIONE DEGLI UTENTI E DEI CONSUMATORI inoltra la presente denuncia.
PREMESSA
I cittadini di Roma stanno vivendo una situazione anomala causata dallapertura in via del Tritone di un bar ristorante di oltre 1.100 metri quadri.
E anomalo:
Tutto ciò premesso
ESPONE
Il giornale Il Messaggero ha informato il pubblico dellanomalia Planet Hollywood con due articoli a firma Fabrizio Venturini pubblicati il 7 e l8 febbraio 1998 che qui riporto integralmente e che costituiscono parte integrante del presente.
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| Sabato 7 Febbraio 1998 |
Il ristorante dei divi sotto
esame: la I circoscrizione indaga sulla licenza e
sullampiezza dei locali
"Planet Hollywood" rischia di chiudere
di FABRIZIO VENTURINI
Tempesta cosmica sul Pianeta Hollywood. Il bar-ristorante di via
del Tritone - che appartiene a una catena internazionale con i
più celebri attori americani tra i suoi azionisti - si trova al
centro di una vicenda amministrativa che potrebbe portarlo alla
chiusura. Le documentazioni inviate dai promotori
delliniziativa alla I° Circoscrizione ed allXI°
Ripartizione comunale al Commercio per aprire i locali -
inaugurati soltanto simbolicamente l8 settembre scorso e
aperti al pubblico il 5 dicembre, con una sontuosa cerimonia con
il sindaco Rutelli e Sly Stallone per la quale via del Tritone fu
chiusa al traffico ed ai bus per 24 ore tra le proteste generali
- non sarebbero del tutto in regola. E a quanto risulta
ufficiosamente, dopo i discreti e ripetuti sopralluoghi dei
vigili circoscrizionali, sarebbero emerse difformità macroscopiche tra
le prescrizioni di norma e la situazione edilizia del
bar-ristorante, tra le carte in possesso degli uffici comunali e
la destinazione degli spazi interni. Ad esempio, la superficie totale che risulta dalle carte
presso la Circoscrizione e da quelle in Ripartizione è di appena
380 metri quadra. Ma
basta una capatina nel locale per rendersi conto che
lestensione interna è infinitamente maggiore. E guarda
caso, i
vigili lavrebbero misurata negli stessi termini - oltre i
mille e cento metri quadri - in cui è stata presentata a suo
tempo nei dèpliant consegnati alla stampa romana. Non è tutto. Carenze documentali di
rilevanza non marginale sarebbero state colte in I Circoscrizione
pure nei meccanismi autorizzativi, che hanno preso le mosse da un
trasferimento - regolarissimo - di licenza per ristorazione e
somministrazione (titoli A e B dei pubblici esercizi, per
attività di ristorante e bar) da piazza San Cosimato 70/71.
Così in capo alla società "Agape" (che fa capo al
gruppo Cremonini) e al titolare Valentino Fabian - "in
partnership con la catena "Planet Hollywood"" - è
pervenuto il diritto di esercitare le stesse attività in via del
Tritone. Quindi, sempre nella stessa Circoscrizione.
Non è
però comprensibile come un locale pubblico con oltre mille metri
quadrati abbia potuto aprire nel centro storico, quando a partire
da 400 metri quadri - secondo normative di intuibile motivazione
- occorre un parcheggio...
E verissimo che, lanno scorso, il Consiglio
comunale ha approvato il cosiddetto "Circuito della
innovazione e della qualità commerciale" (tra via Veneto e
via Bissolati, largo di Santa Susanna, via e piazza Barberini)
che ha svincolato le strade coinvolte dai parametri e dai limiti
di tutela. In un primo tempo, del resto, "Planet
Hollywood" ha avuto anche unentrata a piazza Barberini
52. Ma normative di pubblica sicurezza e sui pubblici esercizi
non consentono un accesso a locali pubblici da piani diversi da
quello di calpestìo. E invece a piazza Barberini lentrata
nel locale affacciava su un piano rialzato. Siccome gli inquilini
di quel condominio - che dalle ore 20 pretendono la chiusura del
portone e che hanno segnalato ai Carabinieri la rumorosità del
locale (ai civici 118,
119, 120, 121, 122), si son fatti sentire, oggi lentrata in
questione non cè più e il pubblico entra solo da via del
Tritone.
Così, però, il bar-ristorante risulta esterno al "Circuito
dellinnovazione". E cioè alla relativa
liberalizzazione. In teoria lenigma dellestensione
del locale potrebbe derivare solo da veniali difetti di
comunicazione tra imprenditori ed uffici. Va detto infatti che
"Planet Hollywood" sè inserito nelle metrature
dellex negozio di stoffe "Ceresa". Ed oltre alla
licenza da 380 metri quadrati proveniente da piazza San Cosimato
dispone forse di quella. Ma pure questaccorpamento di licenze
si presterebbe a diversi dubbi. Comè possibile - ci
si chiede infatti negli uffici comunali - che le attività di
somministrazione e ristorazione, che a "Planet
Hollywood" risultano svolgersi in 380 metri quadri si
tengono invece in spazi più grandi? E che si vendano felpe,
berretti, zainetti - forse con la licenza ex "Ceresa" -
in spazi minori, ma non separati dal bar-ristorante? Inoltre,
qualche antica carenza documentale sarebbe emersa pure dalle
carte dellex ditta di stoffe. Dai permessi sanitari
mancherebbe qualcosa.
Questi problemi - tutti da verificare, ma che se
confermati potrebbero portare alla temporanea chiusura del locale
- son emersi nella ultima riunione della Commissione comunale ex
Legge 287, sui pubblici esercizi. Con una prassi insolita (i
privati si muovono così) la I Circoscrizione ha chiesto ai
commissari la modifica dellindirizzo di "Planet
Hollywood", aggiungendo via degli Avignonesi 70/78.
Richiesta sospesa da commissari stupìti dallampiezza
attribuita a un locale più grande e contrariati
dallassenza dalle carte di necessarie planimetrie timbrate
dalla Asl. Su quei documenti mancano riferimenti alla licenza ex
"Ceresa". Omissione o illecito?
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Domenica 8 Febbraio 1998 |
Il legale della società del
ristorante ammette i problemi, ma dice: "E solo una
questione formale"
"E vero, Planet Hollywood non ha mai avuto la
licenza"
di FABRIZIO VENTURINI
Che lo si guardi da destra o da sinistra, da un lato oppure
dallaltro, da sopra o da sotto, il caso "Planet
Hollywood" non esiste. La situazione è chiara e non si presta a dubbi,
equivoci, o illazioni. Il bar-ristorante di via del Tritone non
ha titolo per esercitare lattività: è senza la licenza.
La I° Circoscrizione non glielo ha mai, o ancora rilasciato.
E i titolari non hanno
nemmeno la "reversale di licenza": il documento che
attesta la imminente concessione del titolo, a fronte del già
concluso iter favorevole. E che di solito, dà diritto ad aprire
il locale e ad iniziare le attività.
La conferma non viene da Pincopallino. Ma dallavvocato
Edmondo Mignocci, a capo dellufficio legale della
"Agape" (società del gruppo Cremonini), della quale è
responsabile Valentino Fabian: il titolare della attività
trasferita a "Planet Hollywood" da un caffè-ristorante
di Trastevere: "Sì - ammette - la Circoscrizione non ci ha
ancora rilasciato il titolo e cioè la licenza per "Planet
Hollywood". Non abbiamo la cosiddetta "reversale di
licenza". Oltre alla "reversale di istruttoria",
però, abbiamo ed esponiamo nel locale per i vigili e per
trasparenza un attestato della Circoscrizione che sostituisce la
"reversale" e ci consente di operare".
Non spetta al cronista recepire o confutare la validità di
queste strane formule per aprire un esercizio rispettando le
leggi. Ma pure
in situazioni più avanzate di questa - quanto ad autorizzativo -
i vigili spesso chiudono locali in attesa della licenza.
Il caso "Planet Hollywood" resta invece oscuro
rispetto al perchè in Circoscrizione non si è dato corso a quel
che per Mignocci è "un atto dovuto": il rilascio della
licenza. Come abbiamo scritto ieri il caso è esploso nella
Commissione 287 comunale che vaglia domande di nuove iniziative
nel settore dei pubblici esercizi, dando pareri tecnici di
"conformità". Quattro giorni fa, ha sospeso una richiesta
di integrare il carteggio di "Planet Hollywood" con due
porte di sicurezza a suo tempo non segnalate e ha chiesto
unispezione nei locali - dichiarati di 380 metri quadri -
per verificare metratura, lutilità di due porte in più in
un locale con già tre (due sul Tritone, una a piazza Barberini),
la legittimità: bagni per disabili, permessi sanitari, licenze,
sorvegliabilità. Richiesta
accolta dallassessore al Commercio, Gasbarra: "Si
farà chiarezza", garantisce.
Sullaltro fronte Mignocci risponde: "Noi siamo
tranquilli. "Planet
Hollywood" è uniniziativa nata dalla volontà della
Giunta Rutelli. Si sta
facendo confusione su una questione meramente formale. Nel locale
ci sono due licenze. La prima, comprata dal dottor Fabian e poi
trasferita nel locale a via del Tritone per somministrazione e
ristorazione. La seconda, sempre comprata da Fabian, per vendere
"gadgets" col marchio "Planet Hollywood". La
commissione ha autorizzato entrambi i trasferimenti delle
licenze. Ma per errore dellInpdai - la proprietà del
palazzo - non è stato citato lingresso a via degli
Avignonesi, mai usato dal precedente esercizio. Così a dicembre
abbiamo chiesto di aggiungere queste due uscite. La Commissione
deve esprimersi quindi su problemi formali: è un "atto
dovuto". Perciò, ci riserviamo di adìre le vie legali
contro la commissione che già ha deliberato il trasferimento
delle due licenze".
E le superfici? Mignocci spiega: "Si fa ristorazione in meno
di 400 metri quadri. Con gli spazi per i gadgets, magazzini,
spogliatoi, superiamo 400. Quanto? Non so. Oltre allentrata
sul Tritone e alluscita di via degli Avignonesi,
lingresso in piazza Barberini è solo per i Vip".
Intanto, il gruppo di destra "Fronte Nazionale"
contesta gli esercizi stranieri.
Alleghiamo inoltre le dichiarazioni rese dallex assessore al commercio Claudio Minelli "regista delloperazione Planet Hollywood" e pubblicate su Il Messaggero:
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Domenica 8 Febbraio 1998 |
LEX ASSESSORE
Minelli: perché trattano un bar come se fosse una base Nato?
Lex assessore al Commercio Claudio Minelli, regista delloperazione "Planet Hollywood", ne difende la legittimità. "Per consentire a due investimenti internazionali autofinanziati che creano quasi 500 posti di lavoro e rilanciano unintera zona ("Planet Hollywood" e "Hard Rock Cafè"), si è dovuto addirittura ricorrere a un Accordo di programma con due approvazioni di Consiglio comunale e lassenso della Regione. "Planet" ha voluto comprare e trasferire una licenza, malgrado "lAccordo" consenta di averne una specifica. A quanto pare, non basta. Si facciano inchieste e verifiche, chissà che non si scopra che tra le "500" firme necessarie ne manca una. Che un muretto è di troppo. Che qualche "essenziale" procedura non è stata ben osservata. Che qualche accesso deve chiudere prima del locale, o qualunque altra cosa. Anzi, lo si faccia chiudere per la soddisfazione dei soliti noti. Magari, non si scopre nulla, perchè non cè nulla da scoprire, salvo, la meravigliosa demenzialità di chi tratta un ristorante americano come una base Nato".
Per quanto esposto
CHIEDE:
Con lespressa riserva di costituirsi parte civile.
Il presente atto si compone di quattro pagine ivi inclusa la presente.
Con osservanza.
Roma, 11.2.1998
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