Al Signor PROCURATORE DELLA REPUBBLICA presso il TRIBUNALE DI ROMA

 

DENUNCIA

 

Oggetto: il bar ristorante Planet Hollywood in Via del Tritone.

Il sottoscritto dott. Giorgio Bernardi nato a Frascati RM l’8.5.1952 e domiciliato in Roma Via Antonio Baiamonti 10 nella sua qualità di Vice Presidente dell’ASSOCITTADINI ASSOCIAZIONE DEGLI UTENTI E DEI CONSUMATORI inoltra la presente denuncia.

PREMESSA

I cittadini di Roma stanno vivendo una situazione anomala causata dall’apertura in via del Tritone di un bar ristorante di oltre 1.100 metri quadri.

E’ anomalo:

Tutto ciò premesso

ESPONE

Il giornale Il Messaggero ha informato il pubblico dell’anomalia Planet Hollywood con due articoli a firma Fabrizio Venturini pubblicati il 7 e l’8 febbraio 1998 che qui riporto integralmente e che costituiscono parte integrante del presente.

Sabato 7 Febbraio 1998

Il ristorante dei divi sotto esame: la I circoscrizione indaga sulla licenza e sull’ampiezza dei locali
"Planet Hollywood" rischia di chiudere

di FABRIZIO VENTURINI
Tempesta cosmica sul Pianeta Hollywood. Il bar-ristorante di via del Tritone - che appartiene a una catena internazionale con i più celebri attori americani tra i suoi azionisti - si trova al centro di una vicenda amministrativa che potrebbe portarlo alla chiusura. Le documentazioni inviate dai promotori dell’iniziativa alla I° Circoscrizione ed all’XI° Ripartizione comunale al Commercio per aprire i locali - inaugurati soltanto simbolicamente l’8 settembre scorso e aperti al pubblico il 5 dicembre, con una sontuosa cerimonia con il sindaco Rutelli e Sly Stallone per la quale via del Tritone fu chiusa al traffico ed ai bus per 24 ore tra le proteste generali - non sarebbero del tutto in regola. E a quanto risulta ufficiosamente, dopo i discreti e ripetuti sopralluoghi dei vigili circoscrizionali,
sarebbero emerse difformità macroscopiche tra le prescrizioni di norma e la situazione edilizia del bar-ristorante, tra le carte in possesso degli uffici comunali e la destinazione degli spazi interni. Ad esempio, la superficie totale che risulta dalle carte presso la Circoscrizione e da quelle in Ripartizione è di appena 380 metri quadra. Ma basta una capatina nel locale per rendersi conto che l’estensione interna è infinitamente maggiore. E guarda caso, i vigili l’avrebbero misurata negli stessi termini - oltre i mille e cento metri quadri - in cui è stata presentata a suo tempo nei dèpliant consegnati alla stampa romana. Non è tutto. Carenze documentali di rilevanza non marginale sarebbero state colte in I Circoscrizione pure nei meccanismi autorizzativi, che hanno preso le mosse da un trasferimento - regolarissimo - di licenza per ristorazione e somministrazione (titoli A e B dei pubblici esercizi, per attività di ristorante e bar) da piazza San Cosimato 70/71.
Così in capo alla società "Agape" (che fa capo al gruppo Cremonini) e al titolare Valentino Fabian - "in partnership con la catena "Planet Hollywood"" - è pervenuto il diritto di esercitare le stesse attività in via del Tritone. Quindi, sempre nella stessa Circoscrizione.
Non è però comprensibile come un locale pubblico con oltre mille metri quadrati abbia potuto aprire nel centro storico, quando a partire da 400 metri quadri - secondo normative di intuibile motivazione - occorre un parcheggio...
E’ verissimo che, l’anno scorso, il Consiglio comunale ha approvato il cosiddetto "Circuito della innovazione e della qualità commerciale" (tra via Veneto e via Bissolati, largo di Santa Susanna, via e piazza Barberini) che ha svincolato le strade coinvolte dai parametri e dai limiti di tutela. In un primo tempo, del resto, "Planet Hollywood" ha avuto anche un’entrata a piazza Barberini 52. Ma normative di pubblica sicurezza e sui pubblici esercizi non consentono un accesso a locali pubblici da piani diversi da quello di calpestìo. E invece a piazza Barberini l’entrata nel locale affacciava su un piano rialzato. Siccome gli inquilini di quel condominio - che dalle ore 20 pretendono la chiusura del portone e che hanno
segnalato ai Carabinieri la rumorosità del locale (ai civici 118, 119, 120, 121, 122), si son fatti sentire, oggi l’entrata in questione non c’è più e il pubblico entra solo da via del Tritone.
Così, però, il bar-ristorante risulta esterno al "Circuito dell’innovazione". E cioè alla relativa liberalizzazione. In teoria l’enigma dell’estensione del locale potrebbe derivare solo da veniali difetti di comunicazione tra imprenditori ed uffici. Va detto infatti che "Planet Hollywood" s’è inserito nelle metrature dell’ex negozio di stoffe "Ceresa". Ed oltre alla licenza da 380 metri quadrati proveniente da piazza San Cosimato dispone forse di quella. Ma pure quest’
accorpamento di licenze si presterebbe a diversi dubbi. Com’è possibile - ci si chiede infatti negli uffici comunali - che le attività di somministrazione e ristorazione, che a "Planet Hollywood" risultano svolgersi in 380 metri quadri si tengono invece in spazi più grandi? E che si vendano felpe, berretti, zainetti - forse con la licenza ex "Ceresa" - in spazi minori, ma non separati dal bar-ristorante? Inoltre, qualche antica carenza documentale sarebbe emersa pure dalle carte dell’ex ditta di stoffe. Dai permessi sanitari mancherebbe qualcosa.
Questi problemi - tutti da verificare, ma che se confermati potrebbero portare alla temporanea chiusura del locale - son emersi nella ultima riunione della Commissione comunale ex Legge 287, sui pubblici esercizi. Con una prassi insolita (i privati si muovono così) la I Circoscrizione ha chiesto ai commissari la modifica dell’indirizzo di "Planet Hollywood", aggiungendo via degli Avignonesi 70/78. Richiesta sospesa da
commissari stupìti dall’ampiezza attribuita a un locale più grande e contrariati dall’assenza dalle carte di necessarie planimetrie timbrate dalla Asl. Su quei documenti mancano riferimenti alla licenza ex "Ceresa". Omissione o illecito?

 

Domenica 8 Febbraio 1998


Il legale della società del ristorante ammette i problemi, ma dice: "E’ solo una questione formale"
"E’ vero, Planet Hollywood non ha mai avuto la licenza"

di FABRIZIO VENTURINI
Che lo si guardi da destra o da sinistra, da un lato oppure dall’altro, da sopra o da sotto, il caso "Planet Hollywood" non esiste.
La situazione è chiara e non si presta a dubbi, equivoci, o illazioni. Il bar-ristorante di via del Tritone non ha titolo per esercitare l’attività: è senza la licenza. La I° Circoscrizione non glielo ha mai, o ancora rilasciato. E i titolari non hanno nemmeno la "reversale di licenza": il documento che attesta la imminente concessione del titolo, a fronte del già concluso iter favorevole. E che di solito, dà diritto ad aprire il locale e ad iniziare le attività.
La conferma non viene da Pincopallino. Ma dall’avvocato Edmondo Mignocci, a capo dell’ufficio legale della "Agape" (società del gruppo Cremonini), della quale è responsabile Valentino Fabian: il titolare della attività trasferita a "Planet Hollywood" da un caffè-ristorante di Trastevere: "Sì - ammette - la Circoscrizione non ci ha ancora rilasciato il titolo e cioè la licenza per "Planet Hollywood". Non abbiamo la cosiddetta "reversale di licenza". Oltre alla "reversale di istruttoria", però, abbiamo ed esponiamo nel locale per i vigili e per trasparenza un attestato della Circoscrizione che sostituisce la "reversale" e ci consente di operare".
Non spetta al cronista recepire o confutare la validità di queste strane formule per aprire un esercizio rispettando le leggi. Ma
pure in situazioni più avanzate di questa - quanto ad autorizzativo - i vigili spesso chiudono locali in attesa della licenza.
Il caso "Planet Hollywood" resta invece oscuro rispetto al perchè in Circoscrizione non si è dato corso a quel che per Mignocci è "un atto dovuto": il rilascio della licenza. Come abbiamo scritto ieri il caso è esploso nella Commissione 287 comunale che vaglia domande di nuove iniziative nel settore dei pubblici esercizi, dando pareri tecnici di "conformità". Quattro giorni fa, ha
sospeso una richiesta di integrare il carteggio di "Planet Hollywood" con due porte di sicurezza a suo tempo non segnalate e ha chiesto un’ispezione nei locali - dichiarati di 380 metri quadri - per verificare metratura, l’utilità di due porte in più in un locale con già tre (due sul Tritone, una a piazza Barberini), la legittimità: bagni per disabili, permessi sanitari, licenze, sorvegliabilità. Richiesta accolta dall’assessore al Commercio, Gasbarra: "Si farà chiarezza", garantisce.
Sull’altro fronte Mignocci risponde: "Noi siamo tranquilli.
"Planet Hollywood" è un’iniziativa nata dalla volontà della Giunta Rutelli. Si sta facendo confusione su una questione meramente formale. Nel locale ci sono due licenze. La prima, comprata dal dottor Fabian e poi trasferita nel locale a via del Tritone per somministrazione e ristorazione. La seconda, sempre comprata da Fabian, per vendere "gadgets" col marchio "Planet Hollywood". La commissione ha autorizzato entrambi i trasferimenti delle licenze. Ma per errore dell’Inpdai - la proprietà del palazzo - non è stato citato l’ingresso a via degli Avignonesi, mai usato dal precedente esercizio. Così a dicembre abbiamo chiesto di aggiungere queste due uscite. La Commissione deve esprimersi quindi su problemi formali: è un "atto dovuto". Perciò, ci riserviamo di adìre le vie legali contro la commissione che già ha deliberato il trasferimento delle due licenze".
E le superfici? Mignocci spiega: "Si fa ristorazione in meno di 400 metri quadri. Con gli spazi per i gadgets, magazzini, spogliatoi, superiamo 400. Quanto? Non so. Oltre all’entrata sul Tritone e all’uscita di via degli Avignonesi, l’ingresso in piazza Barberini è solo per i Vip". Intanto, il gruppo di destra "Fronte Nazionale" contesta gli esercizi stranieri.

Alleghiamo inoltre le dichiarazioni rese dall’ex assessore al commercio Claudio Minelli "regista dell’operazione Planet Hollywood" e pubblicate su Il Messaggero:

Domenica 8 Febbraio 1998

L’EX ASSESSORE
Minelli: perché trattano un bar come se fosse una base Nato?

L’ex assessore al Commercio Claudio Minelli, regista dell’operazione "Planet Hollywood", ne difende la legittimità. "Per consentire a due investimenti internazionali autofinanziati che creano quasi 500 posti di lavoro e rilanciano un’intera zona ("Planet Hollywood" e "Hard Rock Cafè"), si è dovuto addirittura ricorrere a un Accordo di programma con due approvazioni di Consiglio comunale e l’assenso della Regione. "Planet" ha voluto comprare e trasferire una licenza, malgrado "l’Accordo" consenta di averne una specifica. A quanto pare, non basta. Si facciano inchieste e verifiche, chissà che non si scopra che tra le "500" firme necessarie ne manca una. Che un muretto è di troppo. Che qualche "essenziale" procedura non è stata ben osservata. Che qualche accesso deve chiudere prima del locale, o qualunque altra cosa. Anzi, lo si faccia chiudere per la soddisfazione dei soliti noti. Magari, non si scopre nulla, perchè non c’è nulla da scoprire, salvo, la meravigliosa demenzialità di chi tratta un ristorante americano come una base Nato".

Per quanto esposto

CHIEDE:

  1. l’accertamento delle responsabilità, anche penali, commissive ed omissive, in relazione ai fatti narrati dal giornalista Fabrizio Venturini con particolare riferimento all’omissione atti d’ufficio ed all’abuso d’ufficio;
  2. di accertare chi siano "i soliti noti", citati dall’ex assessore Minelli, che sembra abbiano interesse a far chiudere talune attività commerciali (è forse la denuncia dell’esistenza di un’associazione a delinquere?) e se il termine "demenzialità" come attribuzione del Minelli al cittadino (che ha tutto il diritto di vedere rispettati leggi e regolamenti) non costituisca offesa recata col mezzo della stampa all’altrui reputazione;
  3. di essere avvertito nel caso eventuale di richiesta archiviazione.

Con l’espressa riserva di costituirsi parte civile.

Il presente atto si compone di quattro pagine ivi inclusa la presente.

Con osservanza.

Roma, 11.2.1998

 

Se avete notizie o commenti scrivete ad ufficiostampa@associttadini.org

 

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