Martedì 12 Maggio 1998

Paola torna da regina
dove iniziò la sua fiaba

di CARLA PILOLLI
La prima volta a Roma, da regina, in visita ufficiale. No, nessuno, ma proprio nessuno negli anni Sessanta avrebbe scommesso una lira su un’eventualità del genere per Paola del Belgio, nata Ruffo di Calabria, nonostante che l’allora splendida ragazza romana, avesse già vinto un terno a lotto. Almeno così si mormorava in società, commentando il fatto che proprio lei, la più modesta delle tante ragazze da marito confluite al gran ballo dei diciotto anni di Maria Camilla Pallavicini, si fosse aggiudicato lo scapolo più ambito, ossia Alberto di Liegi, fratello di re Baldovino. Un biondo niente male che nelle prime ore di quella indimenticabile nottata danzante a Palazzo Rospigliosi, tra camerieri in polpe e fiaccole, era rimasto abbacinato dalle superbe grazie di Myrta Barberini Colonna di Sciarra, una autentica bellezza mozzafiato. Ma sulla lunga distanza della festa era uscita lei Paola Ruffo, la biondina botticelliana acqua e sapone, ultimogenita dell’asso dell’aviazione, il principe Fulco Ruffo di Calabria, una medaglia d’oro e due d’argento come comandante nella prima guerra mondiale della squadriglia Baracca e di donna Luisa Gazelli dei conti di Rossana, una piemontese tutta casa e chiesa. E, sbaragliando le altre aspiranti alla mano del fratello del sovrano del Belgio, Paola l’aveva spuntata, arrivando all’altare nel vestito confezionato dalla Bonanno, la sarta di famiglia. «Un matrimonio da favola!», si esclamava attingendo al luogo comune.
Ma l’unione, nonostante la nascita di ben tre figli, Filippo, Astrid e Laurent, cominciò ben presto a far sentire i suoi scricchiolii. Cosa succedeva al Belvedere dove Paola si era stabilita? A quei tempi, ogni volta che la principessa piombava a Roma, in fuga da Bruxelles guidando la macchina da sola, donna Luisa, la madre si raccomandava alla Madonna. Sì, perchè i soggiorni italiani di Paola erano forieri di scandali che si andavano ad aggiungere alla catena di gaffes commesse in Belgio dall’italienne, come ormai Paola veniva sprezzantemente chiamata. Lei che mentre stava appuntando a Bruxelles una medaglia al petto di un eroe civile si era punta, gridando ”Ahi” e lasciando cadere l’onorificenza per succhiare il sangue che zampillava dal ditino. Per non dire che ad un banchetto ufficiale si era cavata le scarpe. Ed alla fine del pasto si era messa carponi sotto la tavola per ritrovarle. Bazzecole rispetto a quanto combinava in Italia. La volta che a Porto Santo Stefano si scagliò su un fotografo urlandogli romanescamente ”morto di fame” e strappandogli la macchina fotografica per gettarla in mare. Il bikini sulla spiaggia di Forte dei Marmi era diventato la bandiera del suo anticonformismo, come la minigonna che le procurò l’onta di non poter varcare la soglia della Basilica di San Pietro.
Non c’è dubbio che Paola di Liegi fu la Lady D. di quel decennio Sessanta-Settanta. Anche se per sua fortuna non soffriva di bulimia e anoressia. Ed il bello è che, tirando fuori dagli archivi, le sue vecchie immagini si scopre l’incredibile somiglianza fisica con la sfortunata moglie di Carlo. Perfino il look delle due principesse, come potete vedere guardando le foto in pagina, era lo stesso. E che dire degli amori? Nell’ambiente bien romano allora si cominciarono a sussurrare i nomi delle varie affettuose amicizie di Paola. Pure Alberto, dal canto suo, in Belgio, aveva chi lo consolava, ma mentre lui non si lasciava cogliere da obiettivi indiscreti, l’ingenua italienne finì per essere immortalata sulle Coste della Sardegna abbracciata ad un barbuto accompagnatore. Fu lo scandalo che fece chiudere in preghiera Fabiola e Baldovino, la cattolicissima coppia sovrana i cui viaggi di piacere avevano due mete fisse: Lourdes e il Santo Padre. Ebbene le loro preci furono ascoltate perchè, ad un certo punto, quando tutti si attendevano il peggio, Paola scoprì la fede e la fedeltà. Certamente nel suo cambiamento avrà avuto un ruolo anche l’educazione religiosa giovanile impartitagli da sua madre che le faceva fare l’infermiera sui treni degli ammalati diretti alla grotta di Bernadette. Sta di fatto che Paola e Alberto si ritrovarono sulla via di Damasco, mentre, dietro l’angolo, si profilava per loro, a sorpresa, il ruolo di re e di regina. Chi poteva supporre infatti che Baldovino visto che sua cognata era diventata una pia donna mentre suo nipote Filippo restava sempre un bambinone, avrebbe pregato suo fratello di succedergli al trono per il bene del Belgio e della Corona?
Chissà quindi se stamattina, al suo arrivo a Ciampino, Paola si lascerà ancora emozionare dal sole di Roma cui diceva di non poter rinunciare ai tempi del suo difficile rodaggio matrimoniale. Chissà se sarà punta dal desiderio di rivedere la palazzina di famiglia di via Jacopo Peri e i negozi sottostanti che costituiscono il privatissimo cespite capitolino di Sua Maestà. Sì perchè nella divisione della dimora dei Ruffo di Calabria, proprio a Paola è toccata la parte più redditizia. E’ sicuro che, durante questi quattro giorni, travolta dagli impegni, (oggi alle 12 ci sarà la cerimonia di benvenuto al Quirinale, il colloquio con Scalfaro, la visita al Museo di Villa Borghese, il the all’Ambasciata del Belgio e il pranzo al Quirinale) non potrà incontrare i parenti di sangue e d’acquisto. Tra questi ultimi c’è la splendida Melba Ruffo, moglie di suo nipote Fulco che, domenica scorsa, proprio nel giorno del suo compleanno festeggiato con una colazione in famiglia nella villa ”La Furibonda” dalla sua cara amica Marisela Federici, ha incontrato Fabiola durante il cocktail pomeridiano all’Ambasciata di Spagna in occasione della beatificazione delle undici suore spagnole. Già, Fabiola ha preceduto Paola in Italia e trattenendosi con Melba per la quale ha provato un’immediata simpatia, le ha confidato che il suo colloquio con Baldovino non si è interrotto con la morte del sovrano. «Continuo a chiedergli consiglio e lui mi dà sempre una risposta. Il giorno del suo funerale, per esempio, avevo messo una collana con tre fili di perle. ”Non sarà un po’ troppo?” è stata la domanda che ho rivolto a mio marito. Ebbene in quel momento due fili si sono rotti e me ne è rimasto uno solo», il racconto di Fabiola che da oggi cede la scena romana a Paola vestita da Giorgio Armani, come ha comunicato la casa dello stilista.

 

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