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Giovedì 24 Aprile 2003 |
INTERNI
Multiproprietà, 9.000 truffati
"Vendiamo i vostri
appartamenti": un imbroglio da 25 milioni di euro
dal nostro inviato
ROSANNA SANTORO
TORINO - Prendete ad esempio un signore che a metà anni Ottanta,
in pieno boom delle multiproprietà, ne ha comperata una alle
Canarie. Da tempo non la sfrutta più, cerca inutilmente di
venderla. Gli si presenta unoccasione doro. Una
società si offre di acquistarla, e molto bene. Lui non ci pensa
su due volte: si impegna a cederla di lì a qualche mese e paga
subito una salata provvigione. Non sa che quella cambiale che gli
è stata consegnata è garantita da carta straccia, da una
finanziaria in liquidazione. Questo signore è una delle vittime
di una gigantesca truffa, stimata in qualcosa come 25 milioni di
euro. Nella sua situazione, secondo laccusa, si trovano
almeno 9.000 persone in tutta Italia, da Roma a Torino, da
Bologna a Firenze, da Genova a mezzo Veneto. Persone che, come
provvigione non più recuperabile, hanno già perso minimo 1.400
euro e altrettanti ne perderanno il prossimo 30 maggio, sempre
che non scoprano prima il raggiro rivelato da Il Messaggero.
Sulla truffa, fatta grazie a un gioco di scatole cinesi
societarie, hanno già aperto inchieste almeno tre procure:
Torino, Genova e Bologna. Perquisizioni e interrogatori sono
stati fatti in varie città dalla Guardia di finanza. E nella
Capitale dal vicequestore della polizia Luigi Donato, che ha
accertato che in teoria potrebbero essere stati ingannati 4.000
romani. Quelli che hanno partecipato alle convention per
la vendita delle loro multiproprietà allHoliday Inn di
Fiano Romano per un mese, tra febbraio e marzo scorsi.
La prima inchiesta, quella più a buon punto, nasce a dicembre a
Torino. I finanzieri del maggiore Ermanno Palombini partono da
una convention in periferia, a San Mauro. Scoprono subito
il meccanismo: i proprietari delle quote settimanali di
appartamenti sparsi in mezzo mondo vengono contattati
telefonicamente da ragazze che lavorano per una società di
Treviso, la Gem. E appunto invitati a una convention in un
grande albergo. Lì vengono convinti da abili venditori a firmare
un contratto preliminare: si impegnano a cedere una settimana di
multiproprietà (ma alcuni anche tre o quattro) a 13.500 euro a
unaltra società di Treviso, la Max. Che in realtà nulla
centra con multiproprietà e turismo, avendo per oggetto
sociale la compravendita di prodotti elettronici. I truffati
versano subito, alla convention, metà della provvigione,
1.400 euro, a una terza società di Treviso, la North East. E si
impegnano a dare un secondo assegno da 1.400 euro il 30 maggio.
In cambio ottengono una cambiale della Max, garantita da
fidejussioni false, emesse su carta intestata di due finanziarie,
la lussemburghese Compagnie des Garanties S.A. e
lIntercontinentale Spa di Firenze. Peccato che la prima non
abbia più lautorizzazione dellUfficio italiano cambi
a coprire cambiali dal marzo 2002 e la seconda dal gennaio 2003,
da quando è in liquidazione.
Non solo. La Compagnie (con il suo nuovo nome di Cauzioni Spa)
era già comparsa nellinchiesta che ha portato
allarresto di Vittorio Cecchi Gori. Tanto che nel 2002 la
sede romana della società, a Fontanella Borghese (nello stesso
palazzo in cui vive lex presidente della Fiorentina), era
stata perquisita. Secondo laccusa, grazie al suo tramite
Cecchi Gori (che però si dice una vittima) avrebbe cercato di
ottenere la garanzia del pagamento di parte dei debiti del club
viola da uninesistente banca colombiana. Inesistente come
la seconda sede romana della Compagnie: via Antonelli, ai
Parioli, che pure risulta dalla carta intestata.
Ma torniamo alle società trevigiane, perquisite dalla Finanza il
20 marzo. Sono tutte di Danilo Cornacchia, 35 anni, con
precedenti per ricettazione e assegni a vuoto. È uno dei tre
indagati per truffa dal pubblico ministero torinese Roberto
Furlan. Un altro è un suo contabile, che usava un nome falso,
mentre il terzo è luomo che gli ha venduto due anni fa la
Max. Che si tratti di un raggiro, secondo le Fiamme gialle, lo si
capisce anche da unaltra cosa: lUnipol, che dovrebbe
pagare le cambiali alla loro scadenza, non lo farà perché non
ha ricevuto dalla Max le garanzie promesse. Ancora. Il 30 maggio
(data "furba" perché per il "ponte" le
banche riapriranno solo il 3 giugno) gli ignari truffati
verseranno con un assegno la seconda parte della provvigione, che
sarà incassata nel giro di qualche giorno. Peccato che per
scontare una cambiale in banca ci voglia più di un mese,
dopodichè non è più protestabile. Per questo corrono il
rischio di scoprire il raggiro solo ai primi di luglio, troppo
tardi per fare qualcosa.