CRONACA DI ROMA

  Sabato 22 Novembre 2003  
     
  SAN CAMILLO
  Rubava valvole cardiache, arrestato un chirurgo
   
  Sorpreso in flagrante dai carabinieri travestiti da infermieri: indagavano su una raffica di furti in ospedale
   
  di MARCO DE RISI


I due carabinieri in camice bianco che si spacciavano per infermieri sono rimasti di stucco. Sapevano che all’interno dell’ospedale San Camillo qualcuno rubava a tutto spiano. Stavano lì per questo. Ma forse neanche loro si immaginavano quello che di lì a poco sarebbe accaduto veramente.
Paziente in sala operatoria per intervento al cuore. Equipe al lavoro con in testa il cardiochirurgo. Ore di tavolo operatorio. Il medico esce dalla sala operatoria e fa una leggera deviazione nel deposito materiali. Roba di secondi e la mano destra del professionista afferra due valvole aortiche che finiscono repentinamente nella tasca del camice.
A quel punto gli "infermieri" carabinieri non hanno più dubbi su chi sia il fantomatico ladro che periodicamente fa sparire materiali preziosi sia per la salute dei pazienti sia per le casse dell’ospedale. I militari lasciano il camice e si dirigono verso l’ufficio del cardiochirurgo che messo alle strette fa saltare fuori le due preziose valvole che si collocano nel cuore.
A finire in manette, sorpreso in flagranza di reato, un cardiochirurgo dell’azienda "Forlanini San Camillo", di origine mediorientale, 40 anni, sposato, residente a Settecamini. Il professionista che ha calpestato il codice penale e in maniera abnorme quello deontologico non ha fornito alcuna spiegazione chiudendosi in un mutismo totale. In pratica il cardiochirurgo da una parte operava i pazienti a cuore aperto per poi fare sparire quegli strumenti necessari a salvare la vita dei suoi pazienti.
I carabinieri era già da tempo che si spacciavano per malati e portantini indagando su un giro di furti all’interno dell’azienda. Il materiale spariva senza che nei locali vi fosse alcun segnale di scasso. Era chiaro che a depredare doveva essere qualcuno che lavorasse all’interno dell’ospedale e che poteva avere un normale accesso in quegli uffici. Poi, c’è stato il vero colpo di scena con l’arresto del cardiochirurgo che appena è uscito dalla sala operatoria ha messo a segno l’ennesimo furto. E che sia lui l’autore di altre sottrazioni l’hanno dimostrato i carabinieri quando hanno perquisito l’abitazione a Settecamini del medico ladro. Nascosto fra roba vecchia c’era altro materiale costosissimo rubato: trenta condotti valvolari aortici e un mare di garze cardiovascolari per un valore di oltre 130.000 euro.
La notizia dell’arresto del medico all’interno dell’azienda s’è sparsa con la velocità di un lampo. I suoi stretti collaboratori sono caduti dalle nuvole così come altro personale sanitario.
Ora, si apre un altro scenario inquietante. Infatti le indagini dei carabinieri di Roma vanno avanti per capire come sarebbe stato impiegato il materiale rubato. In questo senso l’inchiesta è assolutamente secretata. E’ solo possibile riportare le ipotesi investigative dei militari. Il cardiochirurgo poteva rivendere a qualche altra struttura il materiale? Grazie a quelle valvole e quelle bende rubate poteva permettersi di operare da qualche altra parte a prezzi stracciati? Solo due ipotesi fra le tante. I carabinieri infatti stanno indagando a 360 gradi mettendo in conto che il dottore deve avere avuto sicure complicità nel giro delle apparecchiature rubate.

 

INDEX