03/03/2002
Risponde il Sindaco
di Roma V.Veltroni a
Maria A.
di Cesano
Cara signora Maria, caro signor Augusto, ho letto sulla
"Repubblica" la storia della vostra bambina che si è
ammalata di leucemia e poi la lettera che avete indirizzato a me.
Comprendo il vostro dolore e
vorrei che sentiste la mia vicinanza e il mio affetto, insieme
con l'augurio che le cure vadano per il meglio, che la speranza
vinca sulla disperazione di questi momenti terribili. Sono
sentimenti che vanno al di là della doverosa solidarietà del
Sindaco verso dei cittadini che si sono rivolti a lui per
segnalargli una situazione di estrema difficoltà. Immagino
quanto, nella situazione in cui vivete, debbano apparirvi
insufficienti rassicurazioni e promesse. Non farò né le une né
le altre: cercherò di spiegarvi come stiamo cercando di
affrontare un problema, quello delle antenne, che esiste per voi
che siete stati colpiti tantoduramente e per altre famiglie. Un
problema che è purtroppo molto complicato ma al quale,
credetemi, lavoriamo con la fermissima determinazione di
risolverlo.Io appartengo a quella categoria di persone che non
amano gridare subito al lupo, che cercano di contrastare, per
quanto possono, il
diffondersi nell'opinione pubblica di paure e di stati d'animo
irrazionali. Sugli effetti delle onde elettromagnetiche sappiamo
ancora poco e penso che sarebbe sbagliato generalizzare, come
troppo spesso si fa senza tener conto del fatto che se è giusto
indagare sui pericoli che
certi strumenti della moderna tecnologia nascondono è giusto
anche considerare i vantaggi che evidentemente portano con sé.
Sono perciò contrario all'idea di una guerra generalizzata alle
antenne, a una campagna volta ad eliminarle ovunque esse siano
senza considerare la
circostanza che, comunque, da qualche altra parte dovrebbero
finire, in posti dove vivono altre persone, con gli stessi
diritti e, magari, le stesse paure. Questo è il mio
atteggiamento in generale. Ma so bene che la situazione vostra e
delle famiglie che vivono nella vostra zona è ben diversa, come
lo è quella delle famiglie i cui bambini frequentano la scuola
Leopardi, dove piccoli e piccolissimi sono costretti a
frequentare le lezioni sotto una vera e propria foresta di
antenne. Una situazione alla quale abbiamo cominciato a porre
rimedio anche con decisioni drastiche come quella di procedere
allo smantellamento
degli impianti se essi non verranno rimossi entro 90 giorni
(intanto i ripetitori dell'Enel e della Telecom verranno
eliminati entro il mese). Nel caso di Cesano la situazione è
più complicata perché, come
ha stabilito pochi giorni fa il Tribunale di Roma, quelle antenne
si trovano in un luogo precluso, a causa della
extraterritorialità garantita dai Patti Lateranensi, ad ogni
intervento delle autorità
italiane, Comune di Roma compreso. Si tratta di una sentenza
sulla quale si può discutere, ma che non può ovviamente essere
disattesa.Che fare, allora? Qualche strada da percorrere c'è e a
una soluzione
alternativa stiamo lavorando proprio in queste ore. Lo facciamo
con tutta la discrezione che la delicatezza della materia impone,
ma con grande determinazione. E' l'assicurazione che sento di
potervi dare,
cari Augusto e Maria. Di fronte al vostro dramma può, forse,
sembrarvi troppo poco, ma credo che anche per voi, per la vostra
bambina, sia importante, come per tutti noi, poter dire che si
sta
facendo di tutto perché non succeda più, perché altri bambini
non soffrano quello che sta soffrendo lei. Coraggio.
WALTER VELTRONI