Un bimbo si
ammala, alla Leopardi torna la protesta
I genitori rilanciano la loro
battaglia contro le antenne e si dicono
pronti a ripetere il blocco del traffico. Entro un mese
scenderanno
in piazza. E muovono nuove accuse sull'impianto del 118.
di Barbara Acquaviti
ROMA - Il volantino è comparso
qualche giorno fa sulle pareti della scuola Leopardi. Un appello
a donare il sangue per un bambino gravemente malato. Un bambino
che ora è iscritto alla prima media ma
che ha frequentato i cinque anni delle elementari in
quell'istituto di Monte Mario ormai ribattezzato la "scuola
delle antenne". La notizia ha messo in subbuglio i genitori,
convinti che quella malattia non possa non essere connessa con
l'inquinamento elettromagnetico.
Un'assemblea collettiva nel pomeriggio e poi la decisione:
ricominciare a manifestare, tornare in piazza per risvegliare
l'attenzione pubblica su una battaglia che combattono da anni. Le
modalità della protesta saranno messe a punto entro il 25
febbraio, un mese di tempo per decidere come e dove. "Non
abbiamo intenzione di tornare indietro - dice Nicol Carlo
Genovesi, presidente
dell'associazione Bambini Senza Radiazioni - e siamo pronti anche
a ripetere il blocco del traffico". Ossia dare vita a un
continuo attraverso pedonale che ostacoli la circolazione delle
auto. Una
strategia che avevano già messo in atto, poco più di un anno
fa, sulla via Trionfale.
Contemporanemente saranno inviate delle lettere a tutti gli
esponenti degli enti coinvolti: al sindaco Veltroni, perché si
faccia garante della tutela della salute dei bambini che
frequentano la scuola, al
presidente della Regione Francesco Storace perché dia attuazione
al piano di delocalizzazione delleantenne approvato ma mai
entrato in vigore. E ancora al ministro delle Comunicazioni,
Maurizio Gasparri,
perché in base alla legge 122 del '98 faccia spostare gli
impianti "per motivi di salute" e al responsabile
dell'Ambiente, Altero Matteoli, perché prenda dei provvedimenti
contro l'elettrosmog.
Qualcuno dal Governo, nel frattempo, si è fatto sentire. Il
ministro dell'Agricoltura, Giovanni Alemanno, che aveva visitato
la scuola in occasione della festa degli alberi, ha scritto una
lettera per
rassicurare i genitori sulla presenza del nuovo traliccio
comparso a giugno nell'area militare adiacente alla scuola.
"Il ministro ci ha spiegato - dice Dario Olivieri,
presidente dell'assemblea dei
genitori - che quell'impianto dei Carabinieri avrà delle
immissioni sotto i limiti di legge e che, allo stesso tempo,
servirà a sostituirne due ormai vetusti".
Ma tanto non è bastato a rassicurare le famiglie che chiedono
fatti e monitoraggi e non più rassicurazioni verbali. Anche
perché non è stato ancora smontato il traliccio del 118 che
pure sarebbe dovuto
sparire già a settembre dello scorso anno insieme all'impianto
Telecom. "Abbiamo un documento - aggiunge Nicol Carlo
Genovesi - inviato dalla compagnia telefonica nel luglio del 2000
all'allora
assessore capitolino ai Lavori Pubblici in cui si legge che il
servizio del 118 è disattivabile perché è passato a un altro
gestoreche utilizzerà tecnologie digitali. Davvero non si
capisce perchè sia ancora lì."
IL NUOVO (30 GENNAIO 2002; ORE 21:10)