Mercoledì 17 Marzo 1999

CRONACA DI ROMA

IN CONSIGLIO COMUNALE
Contro l’elettrosmog nulla di fatto
I comitati cittadini:
buffoni, buffoni

Elettrosmog, manca il numero legale in consiglio comunale e salta il via libera alle misure avanzate da An contro l’inquinamento elettromagnetico creato dagli impianti delle antenne dei telefonini. La seduta si è chiusa con un nulla di fatto, mancando il numero legale. Tutto è nato quando il Polo ha deciso di non votare una proposta di cambiamento dell’ordine dei lavori avanzata dal capogruppo Ds, Antonio Rosati. Quest’ultimo proponeva di riscrivere la mozione che dà gli indirizzi sulle norme anti-elettrosmog con le integrazioni concordate e, nel frattempo far proseguire i lavori, facendo svolgere la relazione sul piano traffico all’assessore alla mobilità, Walter Tocci. Subito dopo, sarebbe ripreso l’esame della mozione e degli ordini del giorno sull’inquinamento elettromagnetico.
«Non abbiamo votato - ha spiegato il consigliere di An Pierluigi Fioretti - perchè la maggioranza voleva perdere tempo, introducendo un nuovo argomento». «È falso - ha replicato il presidente della commissione ambiente, Luigi Nieri - non volevamo certo aprire il dibattito sul piano traffico, ma cercare di lavorare in modo proficuo. An non è voluta arrivare al voto». Per il capogruppo dei Verdi, Dario Esposito, «An ha preferito andare a vedere la partita». La chiusura della seduta è stata contestata con un
”Buffoni, buffoni“, dai numerosi comitati dei cittadini presenti fra il pubblico, che si oppongono all’invasione delle antenne dei telefonini. per dire stop alle antenne erano arrivati dal Torrino nord, da Axa e Capannelle.
I Verdi hanno anche presentato una mozione in cui si chiede di rendere obbligatorio e fisso il ricorso al ”roaning“, sistema che consente a più gestori di utilizzare le stesse antenne.

 

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