Mercoledì 30 Dicembre 1998

COMUNE DI ROMA

Le norme contro l’inquinamento
Le antenne, mai più
vicino a scuole e ospedali

Inquinamento elettromagnetico: il Comune volta pagina e in linea con il decreto nazionale che entrerà in vigore dal 2 gennaio e che fissa in sei volt/metro il limite massimo di emissione, modifica le attuali procedure per il rilascio di autorizzazioni e concessioni per gli impianti di telefonia mobile e simili. Parte integrante della delibera approvata ieri dalla giunta capitolina è un accordo relativo alle procedure che l’amministrazione dovrà seguire nel rilascio dei permessi. "In precedenza - ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici, Esterino Montino - il Comune dava il permesso e successivamente la Asl competente aggiungeva il suo nulla-osta all’impianto. Con il nuovo accordo sottoscritto dagli assessorati competenti (Lavori pubblici e Sanità) con le Asl e l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (Ispesl) nessuna autorizzazuone sarà rilasciata dal Campidoglio senza l’ok della Asl e dall’Istituto".
In particolare, non saranno rilasciate autorizzazioni per impianti in prossimità (50 metri) di edifici pubblici, come ospedali, scuole, asili, case di cura. Mentre per i vecchi impianti, come quelli installati a Monte Mario vicino alla scuola Leopardi, la delibera fissa 120 giorni di tempo per la rimozione e il ripristino della zona. "A Monte Mario - ha precisato l’assessore alla Sanità, Giusy Gabriele - abbiamo già ottenuto ottimi risultati, passando da emissioni di 20-30 volt a 4,5, cioè la metà dei limiti fissati dal decreto". L’assessore ha anche precisato che "in assenza dell’autorizzazione, che ora non sarà più concessa, e con la possibilità di trasferirsi nel sito indicato dalla Regione (Capranica) sono convinta che la vicenda entro marzo si risolverà definitivamente".
A proposito di alcune proteste nate in diverse Circoscrizioni per l’installazione di nuovi impianti di telefonia mobile, Montino ha assicurato che "anche se le autorizzazioni non possono essere revocate si vigilerà perché non siano compiuti abusi".

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