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Sabato 30 Maggio 1998

CRONACA DI ROMA

Le emittenti televisive non hanno adeguato gli impianti ai limiti anti-inquinamento
Ruspe per abbattere le antenne
Monte Mario, sempre fuorilegge i tralicci intorno alla Leopardi

di RAFFAELLA TROILI
"Orecchie da mercante". Così hanno fatto i proprietari delle antenne fuorilegge. L’inquinamento elettromagnetico intorno alla scuola Leopardi di Monte Mario non è diminuito per niente, quello era e quello è rimasto. E l’assessore ai Lavori pubblici del Comune,
Esterino Montino non ha più dubbi: "Non dico lunedì. Ma nei primi giorni della prossima settimana partono le ruspe". Nonostante il "salvataggio" del Tar, che il 15 maggio aveva accolto il ricorso contro l’ordinanza di sgombero del Comune, le emittenti non hanno adeguato gli impianti al limite di 6 volt/metro imposto dal Tribunale amministrativo. E i dieci giorni di tempo per mettersi in regola sono scaduti.
Parlano chiaro i risultati del rilevamento effettuato dai tecnici Ispesl e del Presidio multizonale di prevenzione della Asl: le misurazioni hanno sempre rilevato campi elettromagnetici superiori ai 7 e ai 7,5 volt/metro, con punte di 10 volt/metro. "E’ ufficiale - spiega Montino - dopo quattro giorni di indagini continue da parte degli enti preposti dalla legge, i risultati sono stati inviati a me e all’assessore alla Salute, Giusi Gabriele: i limiti sono stati superati in molti punti". Ieri stesso dall’assessorato di Montino sono partiti una serie di fax, diretti al presidente, al dirigente tecnico e al comandante dei vigili urbani della XVII Circoscrizione, oltre che all’Avvocatura "affinché, a seguito del mancato rispetto dell’ordinanza del Tar, si predispongano immediatamente i provvedimenti necessari per iniziare l’opera di smantellamento delle antenne".
Allarmata l’associazione
"Bambini senza radiazioni" che riunisce abitanti e genitori degli alunni della Leopardi, l’elementare circondata dalle antenne fuorilegge. "Anche dopo i lavori eseguiti dai tecnici delle emittenti, i livelli delle frequenze degli impianti di trasmissione risultano costantemente superiori ai 6 volt/metro. E’ chiaro a questo punto che antenne e scuola non possono convivere, per chiesto chiediamo ad Amministrazione e organi competenti di intervenire immediatamente in applicazione dell’ordinanza del Tar".
Un altro anno scolastico sta per chiudersi, ma il braccio di ferro sulle antenne continua. Determinati e increduli tutti gli assessori. "Un fatto grave e preoccupante - il commento di Giusi Gabriele, responsabile capitolino della Salute - credevamo che le aziende fossero consapevoli del rischio per la salute dei bambini. Se di fronte a un’ordinanza del sindaco e ad una sentenza del Tar, gli impianti non sono stati ancora messi a norma, vuol dire che se ne devono andare". Interviene anche l’assessore alle Politiche dei bambini, Pamela Pantano: "La Leopardi rimane una scuola ad altissimo rischio. La preoccupazione dei genitori e dell’amministrazione era fondata: questa è la dimostrazione che siamo riusciti a mettere con le spalle al muro le grandi potenze economiche. Occorre adesso tenere viva la pressione, affinché chi ha il compito di far rispettare le leggi, faccia una volta per tutte il suo dovere". E il responsabile dell’ufficio legale del Codacons, Italo Mannucci tira in ballo la Regione: "E’ ora che l’assessore Hermanin indichi i siti alternativi".

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