Martedì 29 Dicembre 1998

CRONACA DI ROMA

Verranno trasferite sul monte Cerella, a Capranica Prenestina, e a Sorti Lunghi, ai confini fra Roma e Bracciano
La Regione sfratta le antenne
Entro febbraio i ripetitori lasceranno Monte Mario e Monte Cavo

di FRANCESCA MALANDRUCCO
Sfrattate le antenne da Monte Mario, a Roma, e da Monte Cavo, a Rocca di Papa. Ormai è certo, entro il mese di febbraio '99 verranno trasferite a Monte Cerella, nel comune di Capranica Prenestina. Una seconda postazione, poi, verrà installata a Sorti Lunghi nel comune di Roma (a ridosso del lago di Bracciano) per consentire la visione delle emittenti radiotelevisive anche sul litorale romano.
Dopo anni di battaglie e di polemiche da parte dei cittadini che denunciavano una fortissima concentrazione di onde elettromagnetiche a ridosso sia di Monte Mario che di Monte Cavo, ora la Regione ha dato il via definitivo all'operazione di trasferimento. Ma la rivoluzione delle antenne non coinvolgerà solo Roma e Rocca di Papa. Anche la postazione di Monte Artemisio, a Velletri, dovrà chiudere definitivamente. Le antenne delle emittenti radiotelevisive verranno spostate in blocco sul Monte Acquapuzza a Bassiano, una zona, secondo la Regione, più idonea ad ospitare una concentrazione così elevata di onde elettromagnetiche. Mentre l'insediamento di Montecompatri verrà eliminato visto la sua stretta vicinanza con la postazione del Monte Cerella. Infine a chiudere i battenti saranno anche i centri di Guadagnolo, a Palestrina, e di Monte Ripoli, a Tivoli. La Pisana, dopo un'attenta valutazione, li ha ritenuti assolutamente superflui.
Ora tutti i Comuni interessati avranno due mesi di tempo per approvare le varianti ai piani regolatori, espropriare le aree, installare le nuove antenne e realizzare, se necessario, le opere di urbanizzazione.
«Il piano di localizzazione delle antenne - spiega Salvatore Bonadonna, assessore all'Urbanistica della Regione - insieme al piano di assegnazione delle frequenze dovrebbe chiudere la lunga fase di installazioni selvagge cui fino ad oggi abbiamo assistito. Il provvedimento si è reso assolutamente necessario soprattutto per i due casi più eclatanti di Monte Mario e Monte Cavo.
Ora però restano aperti alcuni problemi non indifferenti per i Comuni, come ad esempio quello di reperire le risorse per procedere all'esproprio dei terreni». La Pisana per questo ha appena costituito un gruppo di lavoro misto tra ministero delle Telecomunicazioni, la Regione stessa e i Comuni che seguirà i delicati passaggi dell'applicazione del piano. «Vogliamo essere i garanti di questo processo - continua Bonadonna - sia per i Comuni che hanno bisogno di essere assistiti e tutelati, sia per le stesse emittenti locali».


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