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Sabato 13 Giugno 1998 |
CRONACA DI ROMA
Lassessore:
"Bonificare tutto Monte Mario"
Anche la Regione in
campo
sulle antenne: 9 siti da cancellare
di RAFFAELLA TROILI
Nel Far West delle antenne laziali finalmente anche la
Regione fa lo "sceriffo". La regulation
è vicina, anche se dai tempi tecnici non sembra: la delibera
approvata martedì dalla Giunta boccia ben 9 dei 28 siti che
attualmente ospitano gli impianti radiotelevisivi. Vuol dire che
dovranno sparire le antenne dei ripetitori da Monte Mario, Monte
Cavo, Guadagnolo (Palestrina), Monte San Biagio, San Felice
Circeo, Tivoli Monte Ripoli, Valle Maio, Sonnino, Monte Tripoli.
"Le rimanenti 19 localizzazioni - ha detto ieri
lassessore allUrbanistica, Salvatore Bonadonna - sono
state sottoposte a un esame di idoneità che ha tenuto conto di
due priorità, la protezione radiolettrica della popolazione
(tutte le antenne si troveranno a un chilometro dalle case sparse
e a distanze maggiori dai centri abitati) e la salvaguardia del
bene paesaggistico ambientale". E limpatto sarà,
comunque, ridotto di un quinto: su ogni traliccio infatti
dovranno essere concentrati più canali, creando una sorta di
"consorzio" tra emittenti. Le antenne di Monte Mario saranno
ricollocate nelle zone di Forti Lunghi (al confine tra Anguillara
e Roma, ma nel comune di questultima) e di Monte Cerella
(Capranica Prenestina).
"Lorientamento è quello di bonificare tutto Monte
Mario - ha spiegato lassessore allAmbiente, Giovanni
Hermanin - e lordinanza vale per tutti compresa la
Rai". Si salvano per ora i tralicci Enel, Telecom e
dellEsercito, perché non si tratta di "servizio
radiotelevisivo", ma lo stesso presidente Piero Badaloni ha
precisato che questo è stato "solo il primo passo, ne
arriveranno altri". Anche il sito di Monte Cavo sarà
ricollocato a Capranica Sabina.
Confermati dodici siti già esistenti nel Lazio, mentre per altri
sei la Regione ha operato delle sostituzioni. La ricollocazione
dei siti, hanno ammesso gli assessori, comporterà il
riorientamento delle antenne di ricezione sugli edifici. Ora, il
parere della delibera ha un valore vincolante per il Ministero,
che dovrà tenerne conto per la definizione del Piano nazionale
di assegnazione delle frequenze radiotelevisive che
lAutorità garante per le comunicazioni approverà entro il
31 ottobre. A quel punto, il Piano tornerà alle Regioni che
avranno 60 giorni di tempo per recepire le indicazioni dei siti
inserendole in un Piano di coordinamento territoriale.
Dallapprovazione del piano, i Comuni in altri 60 giorni
procederanno alle varianti ai Piani regolatori. Tutto liter
sarà concluso nel febbraio 99, quando si potrà procedere
allinstallazione degli impianti.
Dellelettrodotto Enel 380 kv che si trova nelle vicinanze
della Pisana si è parlato invece in un convegno organizzato dai
Democratici della sinistra in consiglio regionale. Il comitato di
quartiere chiede una variante del tracciato e non un semplice
innalzamento dei sostegni come propone lente.