Lunedì 1 Giugno 1998

CRONACA DI ROMA

Monte Mario/Antenne da abbattere
Mediaset tratta
per evitare
l’oscuramento tv

di CARLO ROMANO
Si tratta, febbrilmente, per evitare le ruspe e un possibile oscuramento delle trasmissioni Mediaset per buona parte della città. L’ultimo, passato alla storia come "la guerra dei puffi", fu deciso da un pretore (che sanzionò l’irregolarità delle concessioni dell’allora Fininvest) e risolto da un decreto legge del governo. Oggi la partita è diversa, in ballo c’è la salute degli abitanti di Monte Mario, minacciata dall’inquinamento elettromagnetico, e
la controparte del principale gruppo televisivo privato italiano è il sindaco di Roma, Francesco Rutelli.
Con lui e con i suoi incaricati, Paolo Vasile, responsabile del Biscione nella capitale, sta cercando di non scottarsi con la patata bollente che la protesta partita dalla scuola Leopardi gli ha messo tra le mani.
E’ fuori discussione che gli antennoni televisivi di Monte Mario, tutte o quasi Mediaset, inquinano, e possono creare gravi danni alla salute particolarmente dei bambini che occupano la scuola che sorge proprio sotto gli alberi di ferro e cemento. Una prima ordinanza di sgombero è stata bloccata dal Tar, che aveva imposto un limite di potenza al quale però Mediaset non ha adeguato i suoi impianti.
La parola d’ordine "Antenne e scuola non possono convivere" lanciata dall’associazione "Bambini senza radiazioni" è quindi più che mai di attualità. Mentre in Comune si fa finalmente la voce grossa, da Mediaset non escono commenti ufficiali.
L’emittente punta decisamente tutto sulla trattativa avviata con il sindaco e teme evidentemente che anticipare l’individuazione dei siti alternativi che si stanno individuando possa portare a nuove polemiche. Le antenne infatti sono indispensabili per la trasmissione e a questo punto c’è il rischio che qualsiasi nuova scelta di ubicazione possa far scatenare nuove polemiche. "Deve intervenire la Regione" dove siede Piero Badaloni, uno che di tv se ne intende, chiede il Codacons.

 

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