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Martedì 24 Marzo 1998 |
CRONACA DI ROMA
Il consiglio
capitolino, tenuto nella palestra della scuola materna ed
elementare, impone lo sgombero degli impianti abusivi
Via le antenne da Monte
Mario
Il
Comune: "I ripetitori intorno alla "Leopardi"
andranno rimossi entro aprile"
di FABRIZIO VENTURINI
Con unordinanza di sgombero e rimozione che Rutelli
firmerà oggi e che recepisce un ordine del giorno
approvato ieri dal Consiglio comunale allunanimità, il
Campidoglio riapre, con fondate speranze di successo, la sua
guerra allinquinamento elettromagnetico. Innazitutto,
quello causato da tralicci ed antenne abusive, che - nel parco di
Monte Mario - circondano e insidiano illegalmente
la scuola Leopardi e i suoi piccoli frequentatori. Bimbi sulla
salute dei quali pende il timore, più che fondato
scientificamente, seppure non dimostrato con dati epidemiologici,
di danni gravi provocati da esposizioni non solo continue, ma
anche saltuarie, alle radiazioni delle onde elettromagnetiche di
una concentrazione di 500 apparati collegati a 34 antenne. Di
esse 11 - con 200 apparati - sono vicinissime alla scuola e tra
queste, 8 - da cui trasmettono 11 emittenti tra radio e tivù -
risultano del tutto abusive, perchè sorgono nel Parco Mellini di
proprietà comunale (come tali tutelate), senza permessi, nè
concessioni edilizie...
Dopo la sentenza con cui il Consiglio di Stato nei giorni scorsi
ha accolto un ricorso dellemittente televisva "Rti"
contro una vecchia ordinanza comunale di rimozione, fondata sulla
tutela del demanio comunale (ma già sospesa dal Tar), ritenendo
che labbattimento degli impianti avrebbe causato
danni "gravi ed irreparabili" alla società, tutti i partiti del
Consiglio ieri si sono schierati al fianco dei genitori degli
scolari e della Circoscrizione (la XVI), del Codacons, di
associazioni ambientaliste e di comitati di quartiere che da anni denunciano i pericoli per la salute
delle radiazioni elettromagnetiche. Lordinanza che Rutelli
è stato impegnato a firmare dal voto unanime del Consiglio
comunale si rivolge a due tipi di soggetti e si prefigge due
obiettivi di fondo. Ai titolari degli impianti abusivi di
radiodiffusione sonora e televisiva fa obbligo (entro il 30
aprile) di sbaraccarli. Ma al contempo,
"diffida" il Ministero delle poste, affinchè -
rispettando i suoi stessi orientamenti, assunti nel "Piano
dassegnazione delle frequenze" e secondo le
raccomandazioni della Regione Lazio - dia concreto seguito alla
decisione di escludere Monte Mario dai siti dove sarà possibile
insediare impianti di trasmissione e ripetizione di segnali
radiotv. E questo a ragione della localizzazione del Parco
Mellini e di Monte Mario nel centro abitato e dei rischi
dinquinamento.
Rispetto alla battaglia combattuta e persa dal Comune su questo
terreno, nella nuova ordinanza cè un cambiamento di
strategia: il valore primario da salvaguardare non è più
il diritto di proprietà del demanio comunale - violato dalle 8
antenne abusive - ma la salute umana. In primo luogo
quella dei bambini. In tal senso - come hanno detto nel
pomeriggio di ieri gli assessori comunali Montino (ai Lavori
pubblici) e Gabriele (alla Salute) nel corso di
unaffollata, civile, appassionata "appendice"
della seduta di Consiglio comunale nella palestra della scuola
Leopardi (elementare e materna) aperta alla gente, il Comune
fonda la sua azione di tutela anche sul recente decreto
interministeriale che ha riduce la tollerabilità delle emissioni
elettromagnetiche a valori più bassi dei picchi registrati da
autorevoli enti rilevatori in prossimità della scuola di Monte
Mario.
Ciò non significa, che questa nuova battaglia comunale sul
fronte della guerra allinquinamento elettromagnetico sia da
ritenersi già vinta. Le società sotto tiro possono ricorrere
anche contro la nuova ordinanza. E pure se non lo facessero,
questa riguarda solo le 8 antenne abusive (tra cui quelle di
"Rti", "Radio Maria", "Telemondo",
"Radio Subasio") e non le 34 presenti. "Iniziamo
con quelle e poi, ci dedicheremo alle altre", promesso un
bellicoso Montino. "Lordinanza comunale di
sgombero è pronta", ha fatto eco Giusy Gabriele. Applausi ad entrambi. Questi impegni, queste
promesse non son bastati però a abbassare la selva di cartelli
alzata nella palestra: "Basta con le parole, vogliamo i
fatti". Nel pomeriggio, il Consiglio ha approvato un altro
ordine del giorno, proposto da An: impegna la Giunta ad adottare
una nuova "convenzione" con le società telefoniche che
escluda condominii ed edifici pubblici dai siti dove collocare
ripetitori ed antenne.