IL MESSAGGERO

 

 

Domenica 4 Novembre 2001

 

Il primario indagato per omicidio colposo dopo la denuncia di un suo collaboratore e alcuni familiari
La Procura nel santuario del bisturi
Ospedale San Giovanni: ordinata nuova autopsia sulla morte di una donna

di MASSIMO MARTINELLI



La Procura di Roma entra in un santuario della chirurgia romana, all’ospedale San Giovanni. Raccoglie denunce, rastrella carte, dispone autopsie, indaga un primario e sei medici per omicidio colposo e lesioni gravissime. Tutto dopo i sospetti sollevati dai familiari delle vittime ma soprattutto da un medico dell’équipe operatoria che denuncia il suo primario e avanza l’ipotesi, per ora tutta da provare, secondo la quale potrebbero essere stati effettuati interventi impropri o addirittura inutili su alcuni pazienti, al fine di testare o solo pubblicizzare nuove tecnologie chirurgiche.
Indizi, o addirittura illazioni, per il momento. Nessuna certezza. Eppure un magistrato della Procura di Roma, la dottoressa Mirella Cervadoro, ha chiesto di recente un incidente probatorio affinchè sia eseguita una nuova perizia autoptica sul cadavere di una signora indiana, Mimbla Devi, ricoverata e operata per un presunto tumore al pancreas o, piuttosto, come sostiene una delle denunce, per un «ascesso pancreatico». In camera operatoria la donna aveva subito la resezione di pancreas, stomaco e duodeno, e qualche tempo dopo era deceduta.
Il pubblico ministero Mirella Cervadoro ha indagato per omicidio colposo e lesioni colpose gravissime uno dei big della medicina romana, il professor Cristiano Huscher, primario di Chirurgia al San Giovani in prima e quarta divisione. Nelle scorse settimane, il magistrato ha notificato al medico la richiesta di proroga delle indagini; e ha sollecitato un incidente probatorio affinchè sia effettuata l’autopsia sul corpo della signora Devi.
Tuttavia, le indagini riguardano una quindicina di casi, tutti elencati con dovizia di particolari nella denuncia di un medico del San Giovanni, Vittorio Avantifiori, aiuto primario al San Giovanni, in quarta divisione, fino a poche settimane fa. E’ stato lui a dare il via all’indagine con una denuncia dettagliatissima del suo avvocato, Alberto De Chiara, depositata dopo aver operato per diciotto mesi gomito a gomito con Huscher. Nel documento, l’aiuto primario Avantifiori elenca i casi di quattordici pazienti operati per malattie gravissime (quasi sempre per tumori) che non erano evidenziate dalle analisi. In alcuni casi, i pazienti sono deceduti alcune settimane dopo l’operazione, come il signor Francesco B., al quale è stato asportato per un sospetto tumore il pancreas, la milza, parte del fegato e tutto il colon. Successivamente l’esame istologico ha confermato l’esistenza di una neopalsia solo nella regione gastrica. Poche settimane dopo, Francesco B. è deceduto. E ancora, ecco il caso di una ragazza, Federica Toninelli, 27 anni: fu operata per un sospetto tumore e subì l’asportazione dell’utero, del colon, di parte dell’intestino, e dei linfonodi dell’aorta e della vena cava. L’esame istologico stabilì che era affetta da leucemia, (Linfoma non Hodgkin) e sulla terapia chirurgica praticata sarebbero sorti non pochi conflitti all’interno dell’equipe operatoria. La ragazza morì quattro mesi dopo.
Alcuni dei quattordici pazienti segnalati da Avantifiori hanno presentato esposti contro Huscher, ma il medico ha sempre sostenuto di aver fatto il massimo per salvarli. Altri hanno deciso di non rivolgersi alla magistratura, perchè sono convinti che il primario gli abbia comunque salvato la vita. «Uno dei problemi dell’indagine - si lascia sfuggire un investigatore - è che i pazienti sono gente semplice; pensano che l’operazione subita andava comunque fatta, anzi sono grati al professore per averli operati in ospedale senza fargli pagare nulla. Ma per il reato di lesioni gravissime non è necessario un esposto firmato dalle vittime. La procura può procedere d’ufficio».
Nella denuncia iniziale, ormai depositata agli atti dell’udienza per l’incidente probatorio, si parla senza mezzi termini di «interventi chirurgici ispirati e finalizzati a ben altri interessi, comunque estranei alla tutela della salute e guarigione dei pazienti». Su quali sarebbero questi interessi, il pm Cervadoro ha attivato un’indagine a parte. Il dottor Huscher è sponsorizzato da una grande azienda produttrice di apparecchiature che operano in laparoscopia, cioè con bracci meccanici che penetrano nel corpo attraverso minuscoli forellini e sono guidati con una microtelecamera. E molto spesso, in passato, Huscher ha pubblicizzato sulla stampa i successi dei suoi interventi portati a termine con questi macchinari. A questo proposito, il dottor Avantifiori ha consegnato al magistrato alcune fatture dalle quale risulta che il professor Huscher ha ricevuto centinaia di milioni di lire dalla ditta in questione per la sua collaborazione.