06-04-2004

MEDICINA: A ROMA PRIMO INTERVENTO NON INVASIVO STOMACO-COLON

(ANSA) - ROMA, 6 APR - Un intervento non invasivo multi-organo, nel quale sono stati operati in laparoscopia stomaco e colon e' stato eseguito con successo a Roma, nell'ospedale San Giovanni-Addolorata. Lo rende noto lo stesso ospedale, precisano che si tratta del primo intervento del genere al mondo. L'intrvento, eseguito dal chirurgo Cristiano Huscher, e' stato eseguito su una donna romana di 73 anni, colpita da un tumore allo stomaco e contemporaneamente da un secondo tumore al colon destro. Si trattava, quindi, di una paziente con difese immunitarie veramente ridotte. ''Quello che abbiamo realizzato ha dichiarato Huscher e' una sezione laparoscopica dello stomaco e del colon in contemporanea''. L'intervento, ha proseguito il chirurgo, e' stato realizzato in meno di quattro ore ''ed e' perfettamente riuscito''. La donna e' stata operata praticando quattro fori da 9 millimetri ciascuno, senza perdita di sangue e senza che fosse necessaria alcuna trasfusione. La signora, rende noto l'ospedale, si e' alzata il giorno successivo ed ha fatto cyclette per 20 minuti circa. ''Il centro del San Giovanni ha aggiunto Huscher e' oggi l'unico del mondo a praticare questo tipo di resezione multi-organo su stomaco e colon in laparoscopia''. Huscher ha eseguito finora sei interventi multi-organo per fegato e colon, di cui cinque presso il San Giovanni-Addolorata. Nel mondo sono una ventina i centri in cui vengono eseguiti interventi in laparoscopia avanzata per la resezione dello stomaco. Secondo il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata, Francesco Bevere, ''e' grazie agli investimenti realizzati dalla Regione Lazio e da questo ospedale per la chirurgia laparoscopica e grazie alla collaborazione dell'intera struttura ospedaliera che si possono realizzare interventi di cosi' elevata intensita' tecnico-specialistica. La laparoscopia consente di intravedere la possibilita' per il futuro di evitare operazioni fortementetraumatiche per il malato ed e' dimostrazione di una giusta combinazione tra progresso tecnico-scientifico e attenta cura e rispetto per la persona sofferente''.(ANSA).