IL MESSAGGERO

INTERNI

Domenica 5 Settembre 2004

 

      A TORINO

      Fecondazione, scambio di provette fra due coppie

 

      I mariti erano andati a fare il prelievo del seme, ma c’è stato un errore:

      scoperto solo dopo l’impianto

 

      di CLAUDIA TOMATIS

 

 

      TORINO - Doveva essere una giornata felice, una delle più belle nella vita

      di una coppia, quella in cui si sogna il momento in cui verrà alla luce

      una creatura frutto dell'amore. Sarebbe stata la fecondazione artificiale

      a portare l'emozione di diventare padre e madre per due giovani coppie di

      sposi. Invece è stata una giornata colma di ansia e di amarezza, perché

      uno scambio di provette ha messo tutto in discussione. È accaduto venerdì

      in una clinica privata di Torino, la Promea. Protagoniste dell'episodio

      sono state due coppie provenienti da regioni diverse d'Italia, che avevano

      appuntamento lo stesso giorno per il "grande evento".

      I sanitari si sono accorti dell'errore mezz'ora dopo l'inseminazione

      artificiale e hanno proposto come soluzione la cosiddetta "pillola del

      giorno dopo", per evitare il concepimento. Sulla vicenda ora indaga il

      procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, interpellato dalle

      forze dell'ordine che sono intervenute venerdì alla clinica per i primi

      accertamenti. Le due coppie hanno sporto denuncia ed è stato aperto un

      fascicolo per lesioni colpose, per cui ci sono degli iscritti nel registro

      degli indagati. Un'impiegata, inoltre, è stata denunciata per esercizio

      abusivo della professione, perché occupata in mansioni non di sua

      competenza.

      Lo scambio delle provette contenenti il seme dei due mariti, secondo una

      prima ricostruzione dell'accaduto, sarebbe avvenuta al momento della

      consegna ai medici da parte dei mariti. A ciascuna provetta contenente il

      seme dei due uomini sarebbe stato infatti attaccato per errore non il nome

      della rispettiva moglie, ma dell'altra donna. Il tutto per uno scambio di

      fogli provenienti dalle cartelle cliniche. Eventuali responsabilità sono

      da determinare. «Si tratta di un errore grave - ha affermato il legale

      della clinica, Claudio Maria Papotti - ma è emerso in un tempo

      relativamente breve, quindi le procedure di controllo hanno funzionato».

      Il direttore sanitario della clinica, Elsa Margarina, ha ammesso che ci

      sono stati momenti di tensione, ma ha spiegato: «Ci siamo lasciati con una

      stretta di mano. C'è stato un errore enorme. E noi ci prendiamo la giusta

      parte di responsabilità, però le procedure di riconoscimento sono scattate

      tempestivamente».

      Quanto è accaduto a Torino non lascia certo indifferenti i medici del

      settore, per cui lo scambio di provette, in casi del genere, è il timore

      più grande. «Per scongiurarlo - ha spiegato la responsabile del centro di

      fecondazione e procreazione assistita dell'Università di Bologna,

      Elisabetta Porcu - si seguono rigidissimi protocolli, che prevedono di

      stilare un dettagliato diario». Etichettature di colori diversi, domande

      di rito quasi ridondanti e noiose per le pazienti sono d'obbligo. Unico

      rischio in agguato rimane l'errore umano, imprevedibile, come sembra

      essere accaduto a Torino.