Corriere della Sera - Fecondazione, figli neri a coppia bianca

 

5 settembre 2004 

 

                        CRONACHE

                        Fecondazione assistita

                        Fecondazione, figli neri a coppia bianca

                        Errore in un centro emiliano: i due gemelli di colore

                        nati dopo uno scambio di embrioni

                        ROMA - Il rischio di un errore umano è in agguato in

                        ogni campo della medicina. Non sfugge a questi incidenti

                        di percorso il mondo della fecondazione artificiale. Per

                        un presunto scambio di provette una coppia bianca si è

                        ritrovata in culla due gemelli di inconfondibile

                        carnagione scura. I genitori per concretizzare i sogni

                        di allargare la famiglia si erano rivolti alcuni mesi fa

                        ad un centro pubblico dell’Emilia Romagna, affrontando

                        il «viaggio della speranza» da una regione del Sud. Un

                        perfido scherzo del destino ha voluto che il giorno in

                        cui i due coniugi si sono recati in ambulatorio per

                        l’impianto, i loro embrioni, ottenuti utilizzando i

                        gameti di entrambi (quindi una fecondazione omologa),

                        sarebbero andati ad una coppia di colore con uguali

                        problemi di sterilità. E viceversa. Superato

                        l’immaginabile sgomento, ed escluso, con l’esame del

                        Dna, ogni dubbio sulla paternità dei bebè, è stata

                        avviata una causa legale.

 

                        DANNI - Un caso molto spinoso e delicato, l’assessorato

                        alla Sanità regionale ne è stato informato. Il Corriere

                        , per tutelare la privacy delle vittime di questo

                        pasticcio, non rende volutamente noti i particolari

                        della storia. Il centro emiliano ha ricevuto una

                        richiesta di risarcimento. Un medico conferma, ma

                        precisa che la vicenda non è arrivata a conclusione ed è

                        ancora materia di indagine: «Bisogna capire cosa in

                        realtà è accaduto. Non ci sono certezze. La parte lesa

                        vuole essere ripagata del danno che ritiene di aver

                        subito. È possibile che si sia verificato un errore, ma

                        non possiamo dire di più. Siamo prudenti, di mezzo ci

                        sono dei minorenni, non ci sono prove provate».

 

 

                        PRECEDENTI - Se confermato, l’episodio sarebbe il primo

                        del genere in Italia. Nel mondo sono noti due

                        precedenti. New Jersey, 1998, una donna bianca

                        partorisce un bimbetto nero e uno latteo. Due anni fa è

                        di nuovo il colore della pelle a far sospettare,

                        stavolta a Londra, uno scambio di provette. Una mamma

                        bianca mette al mondo due gemellini neri.

                        Nell’antesignana Gran Bretagna (qui la nascita della

                        prima bimba della storia generata sotto vetro) le

                        polemiche raggiungono livelli inauditi. E torniamo fra

                        le mura di casa. La Procura di Torino, come riportato

                        ieri dal Corriere , indaga su uno scambio di seme

                        scoperto prima che la gravidanza andasse avanti. In

                        questa circostanza dunque i bambini non sono nati,

                        l’errore è stato scoperto poco dopo ed è stato possibile

                        rimediare prima che fiocchi rosa o azzurri fossero

                        esposti con sgomento sul portone.

 

 

                        ROUTINE - I tecnici però invitano a non demonizzare i

                        centri della fecondazione artificiale, a non utilizzare

                        questi incidenti per gettare fango sull’intero settore,

                        eternamente sotto accusa, spesso e con toni esagerati

                        paragonato a un Far West . Da Bologna Carlo Flamigni,

                        presidente della Sifes, Società italiana fertilità e

                        sterilità, difende i colleghi autori dell’eventuale

                        svista: «L’errore è da mettere in conto, non griderei

                        allo scandalo. Quando una tecnica, ormai perfezionata,

                        diventa routinaria è logico aspettarsi un abbassamento

                        di attenzione. È il rischio del lavoro quotidiano non

                        solo dei medici, ma di ogni altro professionista».

 

                        Margherita De Bac