FECONDAZIONE IN PROVETTA: CENTRI SOGGETTI A REGOLE

I centri di procreazione assistita in
Italia sono circa trecento, una galassia che qualcuno vorrebbe
far operare senza regole.
Gli standard operativi, la qualità del personale e delle attrezzature, tecniche, i requisiti igienico-sanitari debbono essere quelli delle strutture sanitarie.
L'attività della fecondazione in vitro è riservata agli iscritti all'Ordine dei Medici.
Il Codice di Deontologia Medica prevede dei requisiti minimi organizzativi qualitativi per le strutture sanitarie che vogliono praticare la fecondazione in vitro.
Molte strutture lavorano in modo serio ma alcune potrebbero agire in modo delinquenziale confidando su carenza di controlli e di presunta mancanza di regole, facendo commercio di materiale genetico, con omissione dei fondamentali accertamenti diagnostici e chiedendo ad ogni intervento, sempre e comunque, soldi.
Le parcelle debbono essere quelle previste dall'Ordine dei Medici, invece si ha notizia che una fecondazione in vitro in media costa da 6 fino 10 a 15 milioni di lire.
Questo non significa assolutamente che tutto il settore sia negativo, però gli aspiranti genitori navigano nel buio: non possono contare su informazioni chiare e trasparenti.
L'Associttadini, che ha denunciato penalmente la presunta omessa vigilanza da parte di alcune ASL sui centri di fecondazione assistita, fornisce consulenza legale gratuita agli utenti della sanità.
Per segnalazioni scrivete a ufficiostampa@associttadini.org