COMUNICATO STAMPA del 21 dicembre 2001

ASSOCITTADINI: indagine su malasanità e fecondazione in vitro.

ROMA - Associttadini Associazione degli utenti e dei consumatori opera in assoluta indipendenza da case farmaceutiche, sindacati di medici, cliniche e multinazionali varie.ed ha da tempo avviato iniziative atte a contrastare il dilagante fenomeno della malasanità.

L'Associazione rende noto d'aver denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma un'organizzazione facente capo al presunto ginecologo Raffaele Di Paolo.

Il presunto ginecologo vantava con i pazienti la sua esperienza internazionale ed il lavorare presso un ospedale di Melbourne all'avanguardia nella fecondazione in provetta.

Il Di Paolo ed i suoi complici sono accusati d'aprire centri per la fecondazione assistita, arraffare più soldi possibile operando disinvoltamente a danno di centinaia d'ignari pazienti, evadere il fisco, evadere la vigilanza delle ASL, e quindi far sparire ogni traccia del loro operato, ivi inclusi macchinari, cartelle cliniche e documentazione amministrativa.

Il Di Paolo sembra essersi allontanato in tutta fretta dall'Italia a seguito d'un intervento dei Carabinieri NAS e della Guardia di Finanza presso la sua ultima base operativa sita a Roma in Via Lancisi davanti all'ingresso del Policlinico Umberto I.

Le ipotesi di reato al vaglio della procura sono esercizio abusivo d'attività professionale, appropriazione indebita, associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed all'estorsione, soppressione di documenti.

L'inchiesta è scattata dopo le dichiarazioni rese da una paziente durante la trasmissione televisiva Maurizio Costanzo Show dedicata alla problematica della fecondazione in vitro, la donna ha raccontato d'aver effettuato degli interventi presso un ginecologo italoaustraliano e che tali interventi non erano riusciti grazie anche alla scarsa assistenza resa dal medico che avrebbe anche trascurato esami clinici indispensabili per un esito positivo del trattamento.

Il business: il Di Paolo due/tre volte all'anno viene in Italia e tratta ogni volta - necessariamente con la collaborazione di altri medici italiani - un centinaio di coppie con la fecondazione in vitro, parcella mediamente richiesta lire 5.000.000, un mese circa di lavoro ed il Di Paolo riprende l'aereo con circa 500.000.000 di lire in tasca, peraltro esentasse perché ogni volta che il paziente chiede la fattura fiscale c'è ovviamente sempre una scusa pronta o una minaccia.

Considerata la redditività del business c'è da pensare che il Di Paolo, considerato anche la disinvoltura con la quale si muove, abbia potuto comprarsi delle complicità.

ASSOCITTADINI ASSOCIAZIONE DEGLI UTENTI E DEI CONSUMATORI - UFFICIO STAMPA

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