![]() |
Giovedì 23 Gennaio 2003 |
INTERNI
OPERAZIONE TRASPARENZA
"Centri trapianti,
si sceglie su Internet"
Il ministro Sirchia:
"I cittadini possono confrontare da soli i risultati degli
ospedali"
ROMA - Numero dei trapianti
effettuati per ogni singolo organo (fegato e rene), sopravvivenza
dei malati e durata di funzionalità dell'organo, efficacia della
riabilitazione. Prende il via per la prima volta in Italia
l'operazione trasparenza delle prestazioni grazie alla quale ogni
cittadino potrà vedere da ieri sul sito Internet del ministero
della Salute i dati di efficienza e qualità di ogni centro
italiano, in base ai quali potrà decidere eventuali interventi.
L'iniziativa, una sorta di atlante della qualità, è stata
presentata dal ministro della Salute Girolamo Sirchia , in
collaborazione con il centro nazionale trapianti (Cnt), e la
stessa operazione di confronto e misurazione dell'attività dei
centri pubblici sarà fatta presto per interventi chirurgici
molto comuni al cuore (by pass), e per la sostituzione dellþanca
(artroprotesi).
"L'iniziativa è un potente strumento per migliorare la
qualità attraverso la competizione tra centri - ha detto Sirchia
- e i pazienti italiani hanno oggi la possibilità di di valutare
i risultati centro per centro, organo per organo; un passo avanti
nel rispetto dei malati".
Dal confronto dell'attività dei centri trapianto, fatto con
criteri scientifici condivisi da tutti, l'Italia esce bene, ha
spiegato il direttore del Cnt Alessandro Nanni Costa; infatti nel
periodo di tempo preso in considerazione per i centri (2000-2001)
la sopravvivenza per il trapianto di fegato è in media dell'82%,
per il rene del 97% ma con numerose differenze tra centro e
centro.
Tra i risultati positivi meritano particolare considerazione
quelli relativi alla sopravvivenza del paziente e dell'organo
ottenuti dai centri di trapianto su tutto il territorio
nazionale, che vedono l'Italia allineata o sopra le medie
internazionali. Positivi anche i dati relativi alla
riabilitazione dei pazienti trapiantati dai quali si ricava che
la grande maggioranza dei pazienti (84% per il fegato, 71% per il
rene ) lavorano o sono in condizioni di farlo; mentre una
minoranza di pazienti (15,4% per il fegato e 29% per il rene)
presenta limitazioni dell'attività o non è in grado di
lavorare.