Venerdì 14 Giugno 2002

INTERNI

Telefoni in tilt nei centri di fecondazione
E’ allarme per i viaggi della speranza. Cursi: regole contro gli avventurieri

ROMA - Nuovi viaggi della speranza, lo sviluppo di un mercato clandestino e un rischioso fai-da-te incoraggiato dalla possibilità di acquistare on-line kit completi di liquido seminale congelato e di tutto l'occorrente per l'inseminazione. Sono questi, secondo gli esperti di fecondazione assistita, alcuni degli scenari che si aprirebbero con il «no» alla fecondazione eterologa, ossia con il seme o l'ovocita di un donatore esterno alla coppia. Intanto il giorno dopo della votazione alla Camera dell'articolo della legge che vieta l'eterologa i centralini dei centri italiani sono sommersi dalle telefonate.
«Oggi il ricorso alla fecondazione eterologa è diffusissimo», ha detto Elisabetta Chelo, dei Cecos Italia e responsabile di un grande centro di fecondazione assistita a Milano. È difficile, però, parlare di cifre. «Basti pensare - ha aggiunto - che in un singolo centro vengono fatti almeno 12 interventi di questo tipo in una sola giornata e che, sempre in un solo centro, nell'arco di 20 anni sono nati oltre 700 bambini grazie all'eterologa».
A questa tecnica, ha osservato, «ricorrono le coppie che si trovano in situazioni estreme, ma che tutte insieme sono pari al 5% delle coppie infertili». E tutte queste persone, ha detto ancora, «non riescono a credere che l'inseminazione eterologa possa diventare fuorilegge. Sono allarmate. Nei centri di fecondazione assistita i telefoni squillano in continuazione, i centralini sono impazziti».
Il rischio è la fuga delle coppie all'estero anche secondo la biologa Adina Massacesi. «In più - ha rilevato - potrà espandersi il sottobosco di clandestini che già esiste. Le strutture ufficiali si adegueranno alla legge, ma se l'inseminazione eterologa non verrà autorizzata si rischia che molte coppie si appoggino a clandestini che utilizzano seme fresco di donatori non controllati».
Per l'andrologo Carlo Foresta, dell'università di Padova, «è molto strano vietare la donazione di gameti quando si incentiva la donazione di organi. Non si considera che anche i gameti, in quanto parte di un organo, possono essere donati».
E se gli addetti ai lavori sono dunque sul piede di guerra, il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, lo considera invece un provvedimento che fissa regole precise senza lasciare spazio agli «avventurieri». Bisognerà ora aspettare la prossima settimana per arrivare alla definitiva approvazione alla Camera. Per ora sono sei gli articoli approvati, che per il sottosegretario Cursi, rappresentano «non solo una risposta positiva alla società», ma un servizio reso «all'istituto della famiglia in quanto la fecondazione eterologa potrebbe dar luogo a una paternità plurima» divisa «tra padre, madre e donatore».
Dure invece le critiche di Emma Bonino alla bocciatura della fecondazione eterologa che, sostiene la leader radicale, «rappresenta il trionfo dell'opportunismo clericale che sembra essersi impadronito degli schieramenti politici italiani». Secondo la Bonino «obbedendo ai dettami del cardinal Ruini anzichè alla sensibilità maggioritaria dell'opinione pubblica italiana (cattolici compresi) il Parlamento italiano mette in discussione la laicità dello Stato».
Non sembrano invece ancora abbastanza le conquiste degli schieramenti cattolici all’Osservatorio Romano che punta il dito al «pericoloso spiraglio per il riconoscimento delle "coppie di fatto"», che si è aperto con l’approvazione dell’articolo 5.
E se i diretti interessati hanno assediato i centralini dei centri, cosa ne pensano gli italiani, non coinvolti, della procreazione assistita? Secondo un sondaggio, condotto in collaborazione con l'istituto di medicina sperimentale del Cnr, più della metà degli italiani (52,2 per cento) è favorevole alla fecondazione artificiale. Dato che va ad aggiungersi al 64,8 per cento di italiani che ritengono non eticamente accettabile il ricorso alla fecondazione assistita da parte di gay e single. Secondo il sondaggio di Staibene.it, per gli italiani la pratica dell'utero in affitto non è giustificabile (29,2 per cento) anche perchè basterebbe ricorrere all'adozione (38,3 per cento). Affittare l'utero a una coppia poi «è sempre e comunque una degrado della maternità» (54,9 per cento). Con buona pace dei medici che, violando il codice deontologico, aiutano le coppie a far nascere i figli da uteri in affitto. Secondo la maggioranza di chi ha partecipato al sondaggio, dovrebbero «essere condannati, oltre che dall'Ordine professionale, anche dallo Stato» (53 per cento).

 

 

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