Ecco la garçonnière di DAdamo
Lappartamento di Antonio DAdamo in via Agnello 5 a
Milano, al quale si accede anche da via Santa Radegonda. Nel
tondo, limmagine dal tetto del Duomo.
di MARCO GREGORETTI
Una volta quel tetto con
terrazza panoramica che guarda le guglie del Duomo di Milano era
noto per il viavai di bella gente: vi si svolgevano suggestive
feste da ballo. Oggi il grande balcone condominiale è tornato
alla ribalta come misterioso corollario di unintricata
vicenda politico-giudiziaria. Da lì si ergono, infatti, quattro
torrette. Tanti anni fa erano i camerini del teatro Odeon, adesso
sono piccoli appartamenti: uno è quello già ribattezzato «la
garçonnière di via Agnello cinque». Ovvero lelegante e
riservato luogo dincontro che lingegner Antonio
DAdamo, detto «Dadone», avrebbe messo a disposizione,
poche rampe di scale sopra i suoi uffici Edilgest, degli amici:
Eleuterio Rea, soprannominato «Stefano» Sergio Radaelli
chiamato «Il lucido» e «Ninì», affettuoso nomignolo con cui
si rivolgevano ad Antonio Di Pietro.
E` proprio per merito
dellex magistrato molisano che la garçonnière è
diventata così importante: è bastato dire che leroe di
Mani pulite ci andava, per trasformare 40 metri quadrati scarsi
in una meta per cronisti e fotografi. Ma come ci si arriva e,
soprattutto, come è fatta?
Via Agnello non è
lunico accesso. Anzi, sono in molti a dire che Di Pietro
preferiva passare dal numero 8 di via Santa Radegonda, un portone
a fianco del cinema Odeon, alle spalle di via Agnello ma nello
stesso stabile.
Brindisi, chiacchiere e foto ricordo
In questa immagine e nelle due seguenti si vede un Antonio Di
Pietro assai diverso da quello accigliato e truce che si agita da
qualche mese a questa parte. Il magistrato ilare che si fa
fotografare nel privato e a un passo dalle guglie del Duomo
testimonia di unepoca in cui la «sua» Milano era ancora
da bere.
Raffaele Coniglio, custode lucano, conferma solo a metà:
«Mi ricordo di aver visto Di Pietro solo una volta qualche anno
fa. Era salito portando con sé la borsa. Le guardie del corpo lo
avevano aspettato sotto. Dopo mezzora era tornato giù.
Però, cosa vuole, questo palazzo era pieno di uffici di aziende
coinvolte in Tangentopoli e poi fallite. Qui cera anche
Florio Fiorini. Ho visto attraversare quella porta da un sacco di
gente famosa: Giancarlo Parretti, Gian Mauro Borsano, Sergio
Cragnotti...».
Con lascensore si
arriva al sesto piano. Dopo aver fatto a piedi alcuni gradini si
apre una porticina a vetri che introduce sul terrazzone.
Lo si attraversa passando sopra tutto il palazzo costruito negli
anni Venti, tra piante e suggestivi dislivelli, fino alla
torretta di via Agnello. Nellappartamento, con boiserie (il
rivestimento in legno delle pareti), tre spazi comunicanti ma
divisi: la camera da letto, il soggiornino con langolo
cottura e, vera chicca, la zona pranzo che, seguendo
landamento delle mura, è semicircolare. E se poi si vuole
uscire dal retro, la garçonnière è dotata di una scaletta
metallica demergenza che riporta sul terrazzo condominiale.
Per guardare il Duomo e farsi fotografare lontano da occhi
indiscreti.