DOCUMENTO D: PARRETTI ED IL MINISTRO DE MICHELIS

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PARLA FIORINI

Quando Verzotto se ne va, Parretti rimane disoccupato, ma si é orami stabilito in Sicilia, dove ha incontrato il sindaco democristiano di Noto, una cittadina in provincia di Siracusa.

Insieme decidono di fondare un giornale locale, il "Diario".

Comprano delle vecchie macchine stampatrici che installano a Noto in una chiesa sconsacrata, causando l’ira furiosa dei cattolici locali, anche perché il giornale é di tendenze socialistoidi.

I1 Parretti, infatti, viene da famiglia socialista e ha seguito, come delegato regionale, i vari congressi nazionali, conoscendo, da pari a pari, varie personalità che diverranno i leaders del Partito Socialista Italiano e poi Ministri. Tra questi, l’allora giovane Gianni De Michelis.

Parretti propone a De Michelis di estendere il "Diario" a tutta l’Italia facendone delle edizioni regionali in associazione con industriali locali.

Per il Veneto, I’industriale scelto fu il fratello di Gianni De Michelis, che, frattanto, era divenuto il potentissimo Ministro delle Partecipazioni Statali.

II fratello è Cesare De Michelis, che piu che un industriale, è il marito di un’industriale, visto che lavora per la casa editrice della moglie.

Quando si é trattato di stampare il "Diario" del Veneto, tuttavia, le macchine della casa editrice della moglie di Cesarenon sono state disponibili. Parretti si é messo d’accordo con una ditta di Padova che stampa abitualmente santini di Sant’Antonio.

Cesare De Michelis ha dato un cocktail a Venezia in occasione del lancio del "Diario" È previsto che sia distribuita durante il cocktail la prima copia del giornale. Solo che le macchine del padovano, affaticate da un lavoro ben piu gravoso della stampa dei santini, si sono rotte e il giornale non è disponibile per l’occasione. Viene chiesto agli intervenuti di lasciare il loro indirizzo: il giornale sarà recapitato a casa il giorno dopo...

I1 povero Parretti parte in macchina per Roma d"ve riesce a stampare il primo numero con le macchine dell’ "Avanti". Dopo qualche tempo, però, I’iniziativa dei "Diari" fallisce per mancanza di soldi. Parretti, vista la mala parata, si stabilisce a Parigi dove i compagni francesi gli danno il posto di responsabile per i contatti con l’Italia.

Gianni De Michelis nel frattempo aveva lasciato il Ministero delle Partecipazioni Statali per quello dell’Industria, che in Italia ha anche la vigilanza delle imprese assicurative.

Giuseppe Cabassi, un industriale che controllava le quattro società assicurative menzionate, tutte in difficoltà, aveva chiesto a Parretti il suo aiuto d’intervenire per evitare che il ministero dell’industria le commissariasse.

Era così che Parretti aveva ricevuto gratis le azioni della Ausonia. Le aveva rivendute a noi della Sasea che le avevamo rivendute alla Latina del Gruppo De Benedetti, guadagnandoci 80 miliardi, quaranta per noi e quaranta per Parretti che si era ritrovato ricco a quarant’anni, anche se - aggiungo - credo che la Comfinance, la società che aveva accumulato i miliardi dell’utile Ausonia, non fosse tutta di Parretti ma in buona parte dei De Michelis, visto che Parretti trattava Cesare come un socio a tutti gli effetti.

Vedi, Miguel - concludo - che é possibile diventare qualcuno anche partendo da cuccettista, così come Parretti ha cominciato da steward sulle navi di Lauro.

 

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