Da "INVESTIRE", marzo 1997

CRACK EUROPROGRAMME : SI RICOMINCIA

La Camera dei ricorsi penali di Lugano riapre il caso. Punta il dito su De Benedetti e Passera. Che si accusano a vicenda. Così I' Ingegnere cercò di far saltare la creatura di Bagnasco.

Il capitolo Europrogramme, che sembrava chiuso da un anno. si è riproposto alla attenzione non solo del mondo del risparmio italiano. ma anche di quello giudiziario. La notizia. Il Comitato difesa sottoscrittori Europrogramme ha ottenuto, dalla Camera dei ricorsi penali di Lugano, la riapertura del procedimento nei confronti di cinque ex manager del gruppo De Benedetti, denunciati per falsa testimonianza nel dicembre del 1994.

IL RICORSO DEI 75.000 - In sostanza il ricorso dei rappresentanti dei 75 mila sottoscrittori del Fondo vuole dimostrare come la crisi di credibilità nella quale era caduto Europrogramme - oltre alla minaccia fiscale di una tassazione delle plusvalenze del 18% minacciate dall’allora Ministro delle Finanze Bruno Visentini (il quale era nello stesso tempo Presidente della Olivetti di Carlo De Benedetti)- era da imputare a una campagna di stampa negativa condotta dai giornali controllati dall`Ingegnere. Con l’obiettivo di destabilizzare Europrogramme ed estrometterlo dal mercato finanziario. come difatti è avvenuto con la sua messa in liquidazione. Secondo gli esponenti del comitato Europrogramme, si è successivamente scoperto che dietro alla Sasea del finanziere Florio Fiorini (ormai abitué delle carceri svizzere e di quelle italiane) si celavano due società del gruppo De Benedetti (Lasa e CIR International) che, di fatto, acquistarono il Fondo. La riapertura del "caso" è avvenuta proprio per le contraddittorie affermazioni di questi manager, le cui confessioni avrebbero portato alla scoperta delle manovre (ora non piu segrete) circa i rapporti De Benedetti-Fiorini, Un fatto appare tuttavia curioso in tutta la vicenda. Europrogramme era una creatura di Orazio Bagnasco, quel finanziere che divenne vicepresidente del vecchio Banco Ambrosiano di Roberto Calvi subito dopo I'abbandono di quella carica da parte di Carlo De Benedetti. Carica che è costata all'ex presidente di Olivetti una serie di guai giudiziari, con relative condanne. Pura coincidenza oppure parte di un disegno (o di una vendetta) ben orchestrato?

A cura di

Franco Lucini

 

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