LETTERA AL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, IL REPUBBLICANO ADOLFO BATTAGLIA, PUBBLICATA A PAGAMENTO SU "IL CORRIERE DELLA SERA" E SU "IL GIORNALE NUOVO" IN DATA 12 FEBBRAIO 1988
Caro Ministro, pensiamo ai risparmiatori
"Gli scriventi sono i circa cinquecento consulenti finanziari della Servizi Finanziari Eurogest, società regolarmente autorizzata dalla Consob alla sollecitazione del pubblico risparmio attraverso lofferta di una numerosa serie di servizi finanziari, tra cui fondi comuni e gestioni fiduciarie di patrimoni, i cui prospetti sono stati regolarmente archiviati presso la Consob medesima. Si ricorda, infatti, che nel corso del 1987 la Consob ha archiviato ben tre prospetti relativi a diversi servizi e operazioni finanziarie, tra cui I'OPS Scotti, dopo accurate indagini e verifiche durate circa due anni. La nostra attività, il nostra prestigio professionale e la tranquillità dei nostri 40.000 clienti sono in questo periodo gravemente conpromessi dalla risonanza provocata sui mezzi di informazione dalle vicende relative alla sistemazione delle operazioni di riporto nell'ambito dei servizi Contoimpiego, da tempo non più collocato e gestito da Fundus SPA. La soluzione del problema, originato per quanto sappiamo da una contingente situazione di scarsa liquidità, doveva avvenire, come più volte annunciato dal gruppo Eurogest, attraverso la cessione a terzi di una consistente quota delle azioni Singest a riporto presso la Fundus SpA. In questi giorni ci risulta che i clienti Contoimpiego stanno rispondendo positivamente e con larga maggioranza alla proposta ricevuta dalla Fundus, che prevede Iestinzione dellimporto scadente il 18/3/1988, parte con liquidità derivante dalla vendita della quota di maggioranza relativa della Singest, e per il residuo con la cessione in proprietà ai clienti delle rimanenti azioni Singest. Facciamo rilevare che alla Fundus è presente sin dal gennaio 1987 un Ispettore Ministeriale. A questo punto sono nati i problemi. Perché? Quali sono i fatti nuovi che sono avvenuti nel 1988? All'inizio di quest'anno, un qualificato gruppo di acquirenti stranieri ha presentato un'offerta per Iacquisto di un pacchetto di azioni Singest, impegnandosi a rilanciare la società col prestigio del proprio nome e Iapporto di tecniche più avanzate. Il 19 gennaio, parte una comunicazione giudiziaria diretta ai membri del Consiglio di amministrazione della Fundus concernente una ipotesi di reato - che risalirebbe, se esistesse, al 1985/87 - dedotta dal rapporto 1987 del Commissario Ministeriale presso la Fundus. Alla comunicazione giudiziaria, onorata da ampia risonanza sulla stampa, fa seguito la sospensione della quotazione dei titoli Singest e Eurogest con motivazioni che sembrano poco pertinenti. E, parlando di quotazioni, non possiamo non ricordare alla Consob che quindicimila neo azionisti della Scotti Finanziaria SpA attendono da mesi la quotazione del titolo, continuamente rinviata, dopo che la relativa istruttoria è durata non venti giorni come prevede la legge, ma due anni. Ci sia permesso di osservare le misure ed i rinvii della Consob nonché gli interventi del Ministero, ampiamente commentati dalla stampa con ogni sorta di illazioni, hanno avuto ed hanno una influenza deleteria sull'immagine della Singest e nei confronti dei nostri clienti. Infine, latteggiamento assunto dal Ministero nei riguardi della proposta Fundus è motivo di ulteriore tensione. Infatti, prima blocca la proposta imponendo la richiesta di assenso dei fiducianti, e la Fundus vi aderisce inviando il 20 gennaio una lettera ai clienti illustrandola nei dettagli. Successivamente, il 5 febbraio, cioè ben quattordici giorni dopo e quando la maggioranza dei clienti aveva dato il suo assenso, il Ministero ferma Ioperazione, da lui richiesta, chiedendo che sia rinviato ai fiducianti un supplemento di informazioni ma senza però specificare quali informazioni. Ovviamente tutte le mosse del Ministero sono accompagnate da abbondante clamore di stampa e conseguenti commenti negativi che non riusciamo a capire a chi possono portare vantaggio. In ogni caso, se non esistono addebiti da muovere al gruppo Eurogest, a maggior ragione dovrebbe essere favorito, se si vuol fare Iinteresse dei clienti, il passaggio di proprietà della Singest a nuovi gruppi di controllo che possano garantire la continuità e la gestione della medesima, con evidenti vantaggi anche per il mercato, già gravemente turbato dalla sfavorevole congiuntura. Finora come abbiamo segnalato con il nostro telex del 2 febbraio inviato al Ministero e alla Consob rimasto senza risposta, le misure prese dagli organi competenti, motivate dal desiderio di non creare turbative sul mercato, stanno sortendo il prevedibile effetto contrario. Concludendo, anche a chiarimento delle rispettive responsabilità, riformuliamo la richiesta che non si continui a rinviare, con altri interventi, una soluzione peraltro già accettata ed attesa dalla larga maggioranza dei fiducianti e cioè la cessione della Singest, e che a tal fine si revochino ie misure recentemente disposte. Se invece il Ministero e la Consob avessero in mente una soluzione rnigliore per i fiducianti, la rendano nota con la dovuta urgenza, non dimenticando, per altro, prima di ogni altra cosa, Iinteresse del risparmiatore. Chiediamo di essere convocati con la massima urgenza per discutere i problemi illustrati nella presente, è nell'interesse di circa ottomila fiducianti e per la tutela della nostra attività lavorativa e professionale. Noi vediamo in pericolo, ingiustificatamente, il rapporto di fiducia che abbiamo stabilito con i nostri clienti, circa quarantamila, e di conseguenza compromessa la nostra dignità professionale nel mercato."
Gli Agenti della Servizi Finanziari Eurogest