14 ottobre 1999

L’ex direttore dell’Eni accusato dai giudici
Usa di aver raggirato anche la Metro Goldwin Mayer

Arrestato per truffa Florio Fiorini

Roma
Florio Fiorini, ex direttore finanziario dell’Eni, è stato arrestato dai carabinieri del gruppo Roma che hanno eseguito un ordine di cattura internazionale per truffa emesso dal giudice del distretto centrale dello stato della California. Fiorini, secondo quanto si è appreso, avrebbe messo in atto una truffa per svariati miliardi ai danni di diverse case cinematografiche statunitensi tra cui la Metro Goldwin Mayer. Proprio nei giorni scorsi, sempre nell’ambito della stessa inchiesta, è stato fermato a Orvieto l’ex presidente della Mgm Giancarlo Parretti in seguito ad una richiesta di estradizione presentata dagli Stati Uniti.Fiorini, che era latitante, è stato rintracciato nel quartiere Flaminio della capitale dai carabinieri della Compagnia Trionfale dopo due giorni di pedinamenti. L’ex direttore finanziario dell’Eni era ancora in possesso del suo passaporto e solo temporaneamente di trovava a Roma; in precedenza si era spostato più volte in Inghilterra e negli Stati Uniti. L’arresto è stato eseguito in seguito ad una richiesta di estradizione dei giudici della California su cui si dovrà pronunciare la Corte d’appello di Roma. Le carte che riguardano Fiorini saranno adesso trasmesse dall’Interpol alla Corte d’appello. Sono dieci le persone coinvolte nell’inchiesta che ha portato all’arresto di Fiorini: tre sono americani, sette italiani. I reati per cui procede la magistratura statunitense vanno dalla truffa alla frode azionaria, alla falsificazione di documentazione aziendale, false dichiarazioni ai revisori contabili, frode finanziaria e falsi rapporti. Nel corso delle indagini sarebbero emerse numerose operazioni finanziarie finalizzate alle truffe, spostamenti di capitali, acquisizioni fraudolente di società, storni di fondi utilizzati successivamente in altre operazioni di acquisizione. Nel caso specifico della Metro Goldwin Mayer Fiorini e Parretti avrebbero nascosto ai soci situazioni contabili fasulle e transazioni irregolari. Il finanziere umbro Giancarlo Parretti è una vecchia conoscenza del jet set internazionale. La scalata alla casa cinematografica Metro Goldwyn Mayer, fu orchestrata da Giancarlo Parretti nel marzo 1990. Il finanziere aveva compiuto fino ad allora alcune operazioni nel settore spettacolo, tra cui l’acquisto della Cannon, poi trasformata in Pathè, e della rete di sale cinematografiche europee della francese Pathè. In Italia si era lanciato nell’editoria con i Diari di alcune città capoluogo. Ma fu l’ingresso nella MGM a dargli notorietà internazionale, tanto che il Wall Street Journal gli dedicò un ritratto in prima pagina. La scalata di Parretti fu finanziata dal Credit Lyonnais, alla cui filiale di Amsterdam aveva trovato i fondi (oltre 1.200 miliardi). La grande banca pubblica francese nel giugno 1991 decise di estromettere Parretti dalla gestione della MGM accusandolo di inadempienza. Il finanziere umbro intentò causa negli Usa al Credit. Tra gli alleati, nella sua operazione MGM, Parretti aveva anche la Sasea, la finanziaria di Florio Fiorini, ex direttore finanziario dell’Eni finito in carcere in Svizzera dopo il crac della Sasea e arrestato di nuovo ieri.

 

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