COMUNICATO STAMPA del 17 maggio 2002
ASSOCITTADINI: rischio epidemia per il nichel delle monete euro.
Associttadini Associazione degli utenti e dei consumatori rende noto che un iscritto, assistito dal Servizio Legale dell'organizzazione, ha depositato una denuncia per epidemia al Comando di Roma dei Carabinieri per la Sanità chiedendo il sequestro delle monete in euro, al fine d'evitare danni agli utenti, in attesa del compimento delle indagini.
Il denunciante, un esercente attività paramedica, ha in atto una patologia riacutizzatasi con la messa in circolazione delle monete in euro.
Due delle otto monete euro in circolazione da gennaio contengono, infatti, talmente tanto nichel da indurre nelle persone allergiche a questo metallo reazioni quali l'eczema cutaneo.
Al riguardo esiste uno studio della dermatologa svedese Carola Liden e dello scienziato inglese Stephen Carter in cui si afferma che bastano cinque minuti di contatto con le monete da uno e da due euro perchè il nichel in esse contenuto scateni sintomi quali una forte infiammazione cutanea ed un insopportabile prurito.
Il 15 per cento delle donne e tra il due e il cinque per cento degli uomini del mondo industrializzato sono soggetti all'allergia da nichel.
Nello studio, le monete da due euro erano state immerse per una settimana in una soluzione simile al sudore umano perchè venissero riprodotti i possibili effetti che si potrebbero scatenare sulle persone che maneggiano le monete.
La quantità di nichel rilasciata dalle monete in euro è risultata 30 volte superiore al livello soglia considerato dagli scienziati in grado di scatenare reazioni per una singola esposizione.
Lo studio è stato pubblicato nei mesi scorsi nel giornale Contact Dermatitis.
Lo studio aggiungeva che scienziati, ambientalisti, dermatologi e industrie del nichel dell'Unione Europea avevano considerato la possibilità dell'allergia al nichel quando era stata decisa la composizione delle monete in euro.
Tuttavia, le monete in questione sono state sottratte alla direttiva UE sul nichel, che limita la quantità di questo metallo in articoli come i gioielli e gli orologi che vengono a diretto contatto con la pelle.
Inoltre lo studio in questione, ha dimostrato che le monete da uno e da due euro rilasciano potenzialmente una quantità di nichel 100 volte superiore al limite fissato dalla direttiva europea.
Questa assurda situazione avrebbe potuto essere evitata, se al momento di coniare le monete, fossero stati presi in considerazione i pareri negativi espressi dai medici ovvero fosse stata applicata la menzionata direttiva UE.
Un'insidia, quella dell'allergia, che la UE prima ha fatto finta di non conoscere, poi ha nascosto.
Ma i soggetti allergici che sono all'oscuro del pericolo potrebbero avere la sorpresa di trovarsi di fronte a gravi forme d'infiammazione della pelle, eczema o prurito.
La tossicità del nichel è un fatto noto a tutti, come per esempio quella infinita schiera di donne che sa di non poter portare orecchini e ornamenti al nichel oppure all'equipe dell'Ispesl, l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, esaminando al microscopio di recente 54 detersivi liquidi per rintracciare i reponsabili di alcune patologie che si diffondono tra le mura domestiche ha scoperto che uno di essi è il nichel.
L'ulteriore allarme proviene ora dall'Austria: una ricerca condotta dal prof Aberer, della cattedra di Dermatologia università di Graz, ha evidenziato che l'alta percentuale di nichel contenuta nelle monete potrà provocare allergie e dermatiti nel 10% della popolazione europea.
C'è da aggiungere che la UE non solo sapeva ma fu persino allertata: al vertice di Amsterdam di giugno 2001, il commissario Emma Bonino chiese alle autorità che il nichel non fosse usato nella coniazione delle euromonete, proprio in considerazione dell'alta percentuale di persone che in Europa soffrono di forti allergie a questo metallo.
L'Associazione fornirà consulenza legale gratuita a tutti gli iscritti che avessero problemi di salute legati alle monete in euro.
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