Nomi noti
tra i potenziali acquirenti: Cgil, Castelli, Pio Pompa,
Gaucci e Manganelli. L'inchiesta di Plus24 sulla cessione
di 17.000 immobili della cassa previdenziale degli agenti
di commercio
Maggio. Sarà
il mese chiave per la cessione del mattone targato Enasarco: 17mila immobili, per un valore di 3
miliardi di euro, che fanno capo alla cassa previdenziale
degli agenti di commercio. Entro il 31 maggio sarà
presentato dai vertici il piano di dismissione dopo il
via libera dato il 14 febbraio scorso dal consiglio
d'amministrazione dell'ente. Ma sono pochi gli agenti di
commercio che abitano in queste case: appena il 4%,
secondo i dati forniti di Federagenti. Tanti invece i
nomi noti, intestatari o cointestatari di tali alloggi
che in quanto inquilini godranno del diritto di
prelazione e del 30% di sconto. Contratti di locazione
stipulati nella maggior parte dei casi prima del dicembre
2004, quando era previsto il canone concordato (a Roma si
va da un minimo di 4 euro a un massimo di 10 euro a metro
quadro al mese per l'edificio di Via Trieste) anche per
gli immobili di pregio.
Inquilini noti
Tra i potenziali acquirenti delle case romane di Enasarco
c'è Pio Pompa, ex funzionario del Sismi su cui sta
indagando la Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta
sull'archivio segreto di Via Nazionale. L'ex 007 è
cointestatario di un contratto per un appartamento di 165
metri quadri in via Georgofili (quartiere Ardeatino).
Nello stesso stabile vi è anche un alloggio il cui
contratto è cointestato a Luciano Gaucci , ex patron del
Perugia calcio, ora transfuga ai Caraibi, che può
contare su 168 metri quadri. Un edificio, quello
dell'Ardeatino, in cui vive in affitto Elio Schettino ,
vicepresidente della Cassa agenti di commercio nonché
direttore del dipartimento fiscalità, finanza e diritto
d'impresa di Confindustria. Ci sono pure politici (ed ex
politici) fra gli inquilini che potrebbero aderire al
piano di dismissione. Due ex ministri del Governo
Berlusconi: Girolamo Sirchia e Roberto Castelli , pagano
il canone rispettivamente per 198 mq nel quartiere
Nomentano e per 97 mq nel Gianicolense. C'è poi il
senatore del PD-Ulivo, Benedetto Adragna , titolare di 74
mq nella zona Della Vittoria. E ancora il deputato di
Alleanza Nazionale (An), Francesco Maria Amoruso , e l'ex
parlamentare e generale dei carabinieri a riposo, Mario
Palombo : il primo con 145 mq ai Parioli. Mentre Palombo
è in affitto in 190 mq nella zona Portuense. In via Orti
della Farnesina Elio Vito , capogruppo di Forza Italia
alla Camera, è intestatario di 127 mq.
Polizia, sindacati e Rai
Ci sono anche rappresentanti delle forze dell'ordine nel
parterre dei potenziali acquirenti. Antonio Manganelli ,
capo della Polizia di Stato, ha in affitto un
appartamento di 142 mq ai Parioli. Nello medesimo
stabile, Francesco De Gennaro , figlio dell'ex capo della
Ps, è intestatario di 132 mq. Ci sono poi le
organizzazioni dei lavoratori: di recente (e precisamente
nel novembre 2007), la Cgil ha preso in locazione da
Enasarco 103 mq nel quartiere Nomentano-Bologna. Chissà
se aderirà o meno alla cessione degli immobili. Stesso
discorso per Donato Bonanni , figlio del leader della
Cisl Raffaele, in affitto in un appartamento di 94 mq nel
quartiere Della Vittoria. Zona di Roma dove abita, sempre
in alloggi Enasarco, anche Massimo Liofredi ,
capostruttura Rai (93,90 mq).
La road map della vendita
Entro fine maggio, dunque, il management Enasarco
presenterà il piano di vendita del patrimonio
immobiliare. Al momento per la concessione dei mutui è
stato coinvolto il gruppo bancario Bnl-Bnp Paribas . Ma
vista la maxi somma da erogare è probabile il
coinvolgimento di altre banche per finanziare i meno
abbienti a condizioni agevolate. Inoltre Enasarco sta
creando una struttura interna per seguire l'operazione
immobiliare che si svolgerà su un arco temporale di 3-5
anni. Giovedì 6 marzo si è tenuta una riunione del
consiglio d'amministrazione dell'ente: all'ordine del
giorno c'era la delibera per l'assunzione di una decina
di persone specializzate in real estate.
Gli scontenti
Sul progetto di vendita, i sindacati degli inquilini
vogliono dire la loro. Per questo motivo, dieci giorni fa
si è tenuto il primo faccia a faccia con i
rappresentanti Enasarco. Sette le sigle sindacali
invitate: ma quello del 28 febbraio è stato soltanto il
primo di una serie di incontri per discutere modalità di
vendita, mutui ed altri necessari adempimenti tecnici.
Tra le sigle assenti, perché non invitate, anche la Sai
Cisal che in una nota sottolinea: " Il vero nodo
della trattativa è il prezzo di cessione degli immobili.
Per noi la vendita deve avere come riferimento la
valutazione degli immobili al valore oggi riportato dal
bilancio che è di poco superiore ai 3 miliardi di euro
mentre l'Ente ha dichiarato l'obiettivo di realizzare una
plusvalenza di 1,5 miliardi". A mettere in guardia
sulla vendita degli immobili è pure la Federagenti, una
delle associazioni sindacali degli agenti di commercio
(30mila iscritti). "Esprimiamo forti perplessità
afferma il segretario generale, Fulvio De Gregorio
sulla realizzazione di un progetto da libro dei
sogni. Allo stesso tempo è da evitare la cessione degli
edifici di pregio e degli immobili ad uso diverso
dall'abitativo che dal 2005 possono essere locati a
canone libero e potrebbero offrire un ottimo
rendimento". E aggiunge: "Federagenti chiederà
inoltre che dalla vendita siano esclusi tutti gli
amministratori Enasarco ed i loro familiari diretti che,
per ragioni di reddito elevato, non è opportuno, nè
morale che abbiano le stesse agevolazioni
dell'inquilinato medio".
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