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Venerdì 14 Febbraio 2003 |
PRIMA PAGINA
MA I DOTTORI NON SON
VENDUTI
di MARIO FALCONI
DA cittadini e medici
impegnati quotidianamente nella difesa e rilancio del Servizio sanitario
nazionale pubblico, strumento per il diritto alla tutela della salute
costituzionalmente garantito, siamo profondamente indignati per l'ennesimo
ipotizzato scandalo nella sanità, soprattutto per non essere stati ascoltati,
in epoca non sospetta, quando proponevamo soluzioni pratiche e concrete per
prevenire fenomeni di mal costume e di corruzione a tutela della stragrande
maggioranza dei medici onesti e dei cittadini.
Mentre l'Organizzazione mondiale della sanità ci colloca al secondo posto fra
tutte le nazioni per la capacità che abbiamo avuto di ottenere eccellenti
risultati con le scarse risorse economiche pubbliche investite, continuiamo ad
essere il solito Paese autolesionista che scredita se stesso assistendo
passivamente e ineluttabilmente ad eventi negativi che potrebbero essere
prevenuti e controllati.
L'ultimo, in ordine temporale, "ipotetico scandalo", che
coinvolgerebbe una grande industria farmaceutica con la complicità di circa
3.000 medici, ci dimostra che, se anche i 3.000 medici dovessero risultare alla
fine tutti colpevoli, essi rappresenterebbero tuttavia meno dell'1% di tutti i
medici italiani.
Cosa fare allora per tutelare la stragrande maggioranza dei medici italiani
onesti onde evitare che, come un boomerang, tutto si ripercuota negativamente
sulla tutela della salute dei cittadini, sia per una crisi di fiducia di questi
ultimi sia della stessa classe medica, coinvolta suo malgrado e per colpa di
pochi, in una continua opera di delegittimazione? Cosa fare per restituire
dignità all'industria farmaceutica, che pure ha avuto grandi meriti attraverso
la scoperta di sempre nuovi farmaci che hanno consentito di curare e debellare
importanti malattie in Italia e nel mondo? Per quanto ci riguarda, non abbiamo
alcuna difficoltà a dichiarare, ancora una volta e senza equivoci, che se
qualche medico si è comportato in maniera illecita è interesse di tutti che
venga sanzionato sia penalmente sia deontologicamente, e se per caso ci fosse
qualche collega anche iscritto alla Fimmg, Federazione che ho l'onore di
dirigere, che non ritiene prioritaria la questione morale, lo invito senza
tentennamenti a cambiare sindacato.
Tutto ciò detto è urgente che il ministro Sirchia recepisca le proposte che
Siamo del tutto convinti da sempre che la partecipazione dei medici a congressi
e convegni scientifici organizzati dall'industria farmaceutica debba
privilegiare i contenuti culturali e marginalizzare al massimo la parte
turistico-ludica.
Siamo altresì convinti, che vadano riscritte le norme che regolano i rapporti
tra i collaboratori scientifici del farmaco e i singoli medici, che il valore
dei gadget da offrire agli stessi medici debba essere irrilevante dal punto di
vista economico, ma soprattutto che vada implementata la cultura dei controlli
che risulta essere da sempre una carenza strutturale del nostro Paese.
Il rischio di una caduta verticale del rapporto fiduciario medico-paziente e lo
sviluppo di una deprecabile medicina difensiva ci impongono di agire in fretta
e bene.
* Segretario Generale Nazionale