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Domenica 2 Marzo 2003 |
INTERNI
Il ministero e i
ricercatori avevano aspramente criticato la decisione. Scandalo Glaxo:
l’oncologo Tirelli accusato di associazione per delinquere
Stop ai
congressi, Farmindustria ci ripensa
Dopo
l’inchiesta sui regali ai medici le aziende avevano bloccato i
finanziamenti
di CARLA MASSI
ROMA - Indagini, scandali, accuse, ripicche, ricatti, altre accuse e
dietrofront. L’indagine della Guardia di Finanza sui regali
dell’azienda farmaceutica Glaxo ai medici hanno scatenato una dura
battaglia tra le industrie e il ministero della Salute. In mezzo, i camici
bianchi. Che, nella bagarre, hanno attaccato sia le aziende che il professor
Sirchia. I primi a sferrare il colpo sono stati gli industriali: "In
attesa di norme chiare e definite, la giunta dell’Associazione ha
ritenuto opportuno che le aziende sospendano temporaneamente ogni attività di
informazione scientifica ad eccezione delle visite ai medici, della consegna
del materiale informativo autorizzato dal ministero della Salute, nonché dei
campioni". La decisione di mettere un freno a convegni e congressi
"Un’azione di contrasto indebito quella di bloccare i
congressi" ha sentenziato il ministro della Salute Girolamo Sirchia.
"Che ha come conseguenza - ha aggiunto - di aizzare contro di me chi, come
le Società scientifiche, ha già organizzato un congresso e se lo vede
bloccare". Una pioggia di proteste dalle università e dagli ospedali: è un
ricatto bello e buono, il giudizio unanime. Tempo poche ore dall’ultimo
commento del Ministro e
Si placano, almeno per il momento, le polemiche. Ma, ormai, il
"tappo" è saltato. "Uno dei nostri veri problemi - accusa
Eugenio Santoro, Presidente emerito della Società italiana di chirurgia - sta
nel fatto che i medici italiani vogliono essere portati in carrozza agli
appuntamenti con l’informazione scientifica. Gli stranieri arrivano a
pagarsi l’iscrizione ai congressi con i soldi propri. Dovrebbero pensarci
università e ospedali. Qui da noi, oltretutto, si organizzano troppi eventi. In
Italia, nel 2002, sono stati oltre 23mila. Un numero esagerato. Per quanto riguarda
i congressi non si tratta né di corruzione né di comparaggio, ma solo di
iniziative promozionali. Certo è che, in questa maniera, il confine tra circolo
virtuoso e vizioso può essere difficile da decifrare".
Suggerisce una serie di nuove regole nell’organizzazione dei congressi
Franco Pacini, presidente della Federazione nazionale delle malattie digestive:
"Ogni relatore divrebbe dichiarare con trasperenza quali sono i suoi
rapporti con questa o quella ditta. Se ha fatto il consulente, per quale sostanza
etc. Nei paesi anglosassoni è prassi, lo stesso sistema è stato adottato dalla
rivista British medical journal. L’importante è la dichiarazione. Fondi
pubblici non ci sono, l’aggiornamento così come stanno le cose sarebbe
difficile. Piuttosto, si deve continuare a lottare perché i convegni di due ore
in Mesopotamia o di due giorni alle Maldive non si facciano mai più". Dice
Sirchia: "Vanno bloccati i mini-convegni a carattere ludico, i congressi
devono essere limitati ai contenuti formativi. La cena al ristorante ha poco da
spartire con l’aggiornamento". Tanto rumor per nulla: mentre
furoreggiava la querelle tra Sirchia e gli industriali, infatti, sulle nevi di
Madonna di Campiglio continuavano a scendere dottori sciatori che avevano organizzato
i loro simposi scientifici dalle 16 alle 18. Per una settima. Quella bianca,
appunto.