Mercoledì 12 Febbraio 2003

INTERNI

I "CAMICI BIANCHI"

"Un progetto contro di noi"

ROMA - "Invece di annunciare le ispezioni e sparare nel mucchio, perché non si raccolgono prima le prove e poi si punisce chi ha sbagliato? Credo che ci sia un progetto preciso in tutto ciò, spaventare i medici". Giuseppe Del Barone, presidente degli Ordini dei medici, non accusa e non assolve la sua categoria. Piuttosto, chiede che le operazioni di controllo e le indagini vengano fatte sotto silenzio in modo che "riescano ad avere davvero il loro effetto".
"Quando i medici si spaventano - continua - chi ci rimette è solo il paziente. Lo spavento, infatti, produce un’inevitabile inversione di rotta. Si punta a prescrivere secondo meri principi di economicità, si teme di perdere la convenzione anche se, fino a quel momento, ci si è sempre comportati correttamente. Sia chiaro: nel nostro codice è scritto che il comparaggio è vietato. A Napoli, cinque mesi fa, sono stati messi sotto accusa 91 medici per iperprescrizioni, poi sono scesi a 61, poi 47 e ora si parla di 51".
Il Ministro Sirchia, un paio di settimane fa, si è rivolto alle aziende chiedendo di non premere sui medici per far crescere le prescrizioni di farmaci. Ed ha invitato i camici bianchi, insieme agli industriali a stendere un nuovo "Manifesto etico". Entro il mese dovrebbe essere pronto. "Il marketing è notevole - aggiunge Del Barone - ci sono giorni in cui si ricevono anche cinque informatori. Non tutti chiedono di esasperare le prescrizioni. Spesso, infatti, grazie alle aziende, il medico ha occasione di aggiornarsi".

C.Ma.

 

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