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Mercoledì 12 Febbraio 2003 |
INTERNI
La procura di Verona ha ipotizzato
i reati di corruzione e comparaggio. Perquisiti dalla Guardia di Finanza gli
uffici della multinazionale
Viaggi e regali,
sotto inchiesta tremila medici
L’accusa:
milioni di euro in cambio di prescrizioni facili.
di ANTONIO DE FLORIO
ROMA - Sotto inchiesta un esercito di medici -circa tremila in
tutt’Italia- e un colosso dell’industria farmaceutica per aver
promosso la prescrizione di medicinali in cambio di regali per decine di
milioni di euro.
Le ipotesi di reato formulate dalla procura della Repubblica di Verona vanno
dalla corruzione al "comparaggio": una norma specifica prevede
infatti una sanzione penale per chi offre incentivi di varia natura a medici
per ottenere che un farmaco sia preferito ad altri.
Le indagini svolte dal nucleo regionale di polizia tributaria del Veneto hanno
provocato un vero e proprio terremoto: nel mirino della Finanza non sono finiti
soltanto la multinazionale farmaceutica Glaxo e migliaia di medici di base
convenzionati con le aziende sanitarie locali, ma anche docenti universitari, i
cui nomi sono per ora top secret. Indaga la stessa procura della Corte dei
conti.
Lo schema della corruzione, secondo le ipotesi accusatorie, sarebbe stato
quello di incoraggiare i medici a prescrivere i prodotti della casa
farmaceutica veronese anziché quelli delle ditte concorrenti. Sarebbero stati
offerti viaggi, vacanze, testi scientifici e "liberalità in denaro".
Con l’iscrizione nel registro degli indagati sono scattate decine di
perquisizioni in studi medici e negli uffici della Glaxo. Con il sequestro di
floppy disk e di agende. Gli agenti della Fiamme gialle avrebbero intercettato
centinaia di conversazioni.
"Posso confermare - dice il direttore medico della Glaxo, Giuseppe Recchia
- che venerdì alcuni dirigenti della società e una quarantina di informatori
scientifici hanno ricevuto la visita della Finanza con il sequestro di alcuni
documenti. Siamo sorpresi perché siamo un’azienda leader non solo nella
produzione di farmaci ma anche nella ricerca. Abbiamo contatti con migliaia di
medici per svolgere attività di corretta informazione scientifica e
aggiornamento. Non facciamo turismo sessuale: organizziamo convegni
scientifici, in base a un codice etico che abbiamo da anni. Siamo sicuri che
sarà chiarito ogni aspetto della vicenda".
Fino a che punto arrivava la semplice promozione di un prodotto e dove invece
si sarebbero concretizzate vere e proprie ipotesi corruttive? È questo il nodo
centrale dell’inchiesta.
Il presidente di Farmindustria Gian Pietro Leoni, esprime "piena fiducia
nell’operato delle istituzioni competenti e della magistratura". E
aggiunge: "Farmindustria nel campo dell’informazione scientifica sui
farmaci recentemente ha dichiarato, in più sedi, la propria volontà di
procedere all’introduzione di nuove e più rigorose norme deontologiche in
grado di tutelare l’immagine dell’associazione e dell’intero
settore".