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Giovedì 13 Febbraio 2003 |
INTERNI
Sanità
Allo studio
pene più severe
contro truffe
e corruzione
ROMA - Multa da 500 a 5mila
euro per i dipendenti che truffano il servizio sanitario nazionale. Sospensione
immediata dall’Ordine se si viene scoperti. Raddoppio della multa per chi
viola le norme della pubblicità degli ambulatori, case di cura, terme, apparecchiature
medicali e farmaci. Costituzione di un gruppo di "controllori" del
Ministero da affiancare ai carabinieri dei Nas. Sono i punti cardine di un
provvedimento anti-truffe, firmato da Girolamo Sirchia, che domani dovrebbe
arrivare a Palazzo Chigi per essere discusso dal Consiglio dei Ministri.
Si prevede un raddoppio delle pene, la confisca dei beni e anche sanzioni
penali oltre quelle già previste dal codice. Il testo è composto da cinque
articoli. La punizione per chi è colto in fallo prevede l’arresto da uno
a sei mesi e una multa da 500 a cinquemila euro. Ai consigli e i collegi degli
Ordini professionali viene sollecitata una modifica al regolamento: entro 180
giorni dall’approvazione della nuova normativa devono, infatti, mettere
mano ai regolamenti stabilendo che i procedimenti disciplinari vengano conclusi
in, al massimo, due mesi.
I Nas verranno affiancati da un corpo di specialisti per verificare il rispetto
dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) e la corretta gestione dei Drg, le
quote che le Regioni, versano agli istituti per i ricoveri ospedalieri. Sono
state scoperte truffe sulle tariffe degli istituti: basta denunciare una
complicanza per un intervento chirurgico per far salire il conto. Gravando
sull’amministrazione locale e dando all’ospedale qualche risorsa in
più.
Saranno aggiornate anche le norme in fatto di pubblicità sanitaria. La multa,
per chi non rispetta le regole, raddoppia rispetto a quelle previste oggi: tra
i 5mila e i 30 mila euro.