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Martedì 5 Maggio 1998 |
A due anni
dall’inizio dell’inchiesta il portavoce dei soci afferma: "Questo
immobilismo ci fa paura"
Cofiri:
truffati e dimenticati
Il crack della
finanziaria tarquiniese: gli investitori temono l’insabbiamento
di FRANCESCA BIAGIOLA
Che fine ha fatto il caso Cofiri? A due anni dall'esplosione della vicenda
sulla finanziaria tarquiniese, alla
Procura di Civitavecchia tutto tace. Un crak da 130 miliardi, 3500 investitori coinvolti in tutta
italia, di cui almeno 25 tarquiniesi (ma ad aver pagato la quota da socio nella
cittadina tirrenica sono almeno un centinaio). E adesso la paura è che tutto
cada nel dimenticatoio e le imputazioni
per truffa finiscano in prescrizione. "Abbiamo fatto
riunioni su riunioni, ci siamo organizzati, abbiamo preso i migliori avvocati,
ma se non arriva il rinvio a giudizio da parte della procura sarà tutto
inutile", dice il portavoce degli investitori Cofiri di Tarquinia,
Giuseppe Boschi. "Tanto clamore all'inizio, e poi nulla. Questo immobilismo ci fa paura. Nella
finanziaria avevano investito molti personaggi di spicco: il calciatore Mancini, avvocati
famosi, personaggi eccellenti, ma ci sono anche famiglie che nella Cofiri hanno
perso i risparmi di una vita. La prospettiva dell'apertura di una banca
tarquiniese senza scopo di lucro aveva infatti convinto all'acquisto delle
quote anche molti piccoli artigiani, agricoltori e commercianti. Adesso
chiediamo giustizia". Da un gruppo di investitori romani è anche partita
una denuncia con richiesta di risarcimento per le somme investite al Ministero
del Lavoro e della previdenza sociale. Motivo, le reiterate omissioni che vi
sarebbero state nelle ispezioni e nei controlli di legge. A Tarquinia si
aspetta invece il rinvio a giudizio. "Nessuno ci tiene al corrente di come stanno andando le cose.
Brancoliamo nel buio più totale, e intanto gli amministratori della finanziaria
circolano da uomini liberi senza più nemmeno l'obbligo della firma - si lamenta
Boschi - dopo tanto rumore iniziale, siamo
stati completamente dimenticati. Vogliamo essere ricevuti dal
prefetto, che almeno lui ci dica qualcosa". Tante le domande senza
risposta: perchè nessuno fece mai i controlli dovuti? A che punto sono le
indagini? Perchè il rinvio a giudizio non arriva?. Ad allarmare gli investitori
anche la serie di società scatole-cinesi legate alla finanziaria, delle quali è
stato dichiarato il fallimento. "Le società Velka Olding,