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Mercoledì 1 Luglio 1998 |
Secondo
l’accusa avrebbe favorito il dissequestro di un cantiere di Mezzaroma in
cambio di una consulenza a sua figlia
Rinviato a
giudizio l’ex-Procuratore
Per il gip
di Perugia Antonio Albano deve rispondere di corruzione
L’ex Procuratore
capo del Tribunale di Civitavecchia Antonio Albano è stato rinviato a giudizio
dal Gip del Tribunale di Perugia per l’accusa di corruzione in atti
giudiziari. L’udienza
preliminare si è svolta ieri l’altro nel capoluogo umbro, dove il
dibattimento inizierà il 18 gennaio. Albano fu indagato perché, secondo
l’accusa, avrebbe facilitato il dissequestro del cantiere della società
Ceim, in via Terme di Traiano (dove ora c’è il centro commerciale Le
Terme) in cambio di una consulenza di lavoro che il costruttore Pietro
Mezzaroma aveva fatto fare alla figlia del magistrato, Cristina, anche lei
indagata. La storia, che risale al 1993, venne nuovamente alla ribalta prima
nel 1996 e poi nell’estate ’97, quando si venne a conoscenza di una
nuova indagine della Procura di Perugia
su alcuni magistrati romani, iniziata con l’arresto del tributarista Sergio Melpignano.
Nell’autunno del ’96 ai
magistrati umbri l’ex-sindaco Piero De Angelis inviò un esposto di 18
pagine, sempre in merito all’attività dell’allora Procuratore capo.
Il magistrato, ora a Bologna, ha sempre negato un qualsiasi collegamento tra
l’inchiesta che lo vede imputato e la vicenda delle cosiddette
”toghe sporche”, così come del resto ha sempre rifiutato
l’accusa di corruzione nei suoi confronti. «Mia figlia quel lavoro lo
ottenne grazie a sue amicizie» disse l’estate scorsa, quando scrisse una
una lunga lettera inviata al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale
di Perugia e, per conoscenza, al Procuratore generale della Repubblica presso
Eppure, nonostante la fiducia nei colleghi, si è giunti all’udienza
preliminare dell’altro ieri, terminata intorno alle 20 e 30, con il pm
che ha appunto chiesto il rinvio a giudizio per l’ex-procuratore, difeso
dall’avvocato Sandro Lungarini. «Da parte nostra - spiega il legale -
abbiamo fatto richiesta del non luogo a procedere. Il giudice ha invece
ritenuto che fosse necessario andare nell’aula di tribunale. E’
comunque una prassi normale - minimizza l’avvocato civitavecchiese -
adesso prepareremo la difesa. Chi chiameremo a testimoniare? E’ ancora
troppo presto per dirlo, credo che sceglieremo i nostri testimoni a ridosso del
dibattimento».
R.C.