Giovedì 20 Marzo 2003

INTERNI

DOPO UNDICI ANNI

Decreto antitruffe: i medici uniti in piazza

ROMA - L'opposizione al dl anti-truffa, ma anche alla politica sanitaria del Governo, fa ritrovare l'unità sindacale ai medici, che dopo anni di spaccatura manifesteranno ad aprile a Roma. Alla manifestazione, che vedrà i camici bianchi per le strade, parteciperà la quasi totalità delle sigle. I medici scenderanno in piazza dopo 11 anni, da quando cioè, nel 1992, protestarono unitariamente contro il Governo Amato e il ministro De Lorenzo. I medici chiedono il ritiro del decreto anti-truffa o la sua modifica sostanziale, oltre che un incontro con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Nel nuovo schieramento compaiono i medici ospedalieri, così come i medici di famiglia, gli ambulatoriali e le rappresentanze dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil.
"Viviamo un profondo disagio - ha spiegato il segretario dei medici di famiglia, Mario Falconi - con questo decreto la gran pare dei medici onesti è stata messa all'angolo, ma c'è anche una strategia di delegittimazione del Servizio sanitario nazionale. Oggi i medici onesti hanno paura di prescrivere, mentre i disonesti non hanno paura del decreto in quanto troveranno il modo per salvarsi. E la scelta di un decreto d'urgenza contro le truffe in sanità è stata - ha concluso Falconi - un atto di violenza".
Anche Alberto Clivati, vicepresidente della Cimo, sindacato che a lungo si è definito filo-governativo, ha espresso durante la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa pesanti critiche al decreto che, ha spiegato, "non difenderà la gente, essendo solo un provvedimento di cartone". In particolare, i medici contestano l' art.1 che, ha precisato il segretario dell'Anaao Assomed, Serafino Zucchelli, "introduce una nuova polizia che deve controllare e inquisire l'atto medico. Ma la categoria - ha aggiunto - si deve autocertificare e autocontrollare da sola".
I medici non nascondono però che la questione morale esiste e si dicono pronti a collaborare con il Governo per individuare nuove soluzioni. Per i cittadini si profila però un rischio, secondo quanto hanno spiegato i medici: la difficoltà di ottenere la prescrizione delle cure necessarie per il timore da parte dei camici bianchi di essere inquisiti con il nuovo decreto.
Che sia necessario ristabilire un rapporto di fiducia con i pazienti è anche l’idea del Tdm: "Faremo la nostra parte" per ristabilire "un clima di dialogo ed impegno comune per affrontare e risolvere la questione morale in sanità": così Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato ha risposto all'appello contro il decreto anti-truffa lanciato dai medici. Per il segretario nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, Stefano Inglese, "il paese deve poter contare su una rinnovata sintonia tra chi ha responsabilità di governo, categorie professionali e organizzazioni di tutela dei cittadini per lasciarsi definitivamente alle spalle una stagione, quella delle tangenti e del malaffare, che troppo spesso si ha la sensazione non debba concludersi mai".

 

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