---- Original Message -----


From:
RedAzione
To:
ufficiostampa@associttadini.org
Sent: Saturday, September 28, 2002 2:05 PM
Subject: Vicenda Canavesio


Cortese AssoCittadini,
in questi giorni il Dottor Massimo Canavesio ha collezionato l'ennesimo fallimento societario. L'azienda tessile acquistata dal faccendiere torinese poco più di un anno fa ha chiuso definitivamente i battenti. Ecco il comunicato stampa che il collettivo RedAzione di Luino (VA) ha inviato ai giornali locali.

Vi ringraziamo per l'attenzione.
Collettivo RedAzione


E’ stata messa la parola fine sulla vicenda Multipla (ex Stehli). A poco più di un anno dal passaggio di proprietà l’azienda chiude definitivamente i battenti. Il fallimento dell’azienda tessile, nell’aria oramai da parecchi mesi, è oggi una certezza confermata dal Tribunale di Varese. Per chi come noi ha seguito la vicenda sin dai primi giorni della nuova "gestione Canavesio", l’epilogo era già ampiamente annunciato. Quando, nel Novembre dello scorso anno, organizzammo un’assemblea pubblica con dipendenti e amministratori locali, lanciammo l’allarme sulle possibili speculazioni legate a quest’affare. Nei primi giorni del 2002 la situazione pareva già segnata: salari non pagati, fornitori e artigiani locali con crediti insoluti facevano presagire il peggio. Entrammo in fabbrica e cercammo di spiegare chi era il nuovo amministratore, quale il suo passato e le sue epiche imprese. Lamentavamo allora l'inesistenza di un serio rilancio produttivo legato ad un realistico piano di risanamento. La nuova proprietà elargì promesse che puntualmente vennero disattese. Cercammo di capire cosa avesse spinto un imprenditore ad investire in un’azienda che già non versava in buone acque, per di più in un settore strutturalmente in crisi. Lo chiedemmo direttamente al rappresentante legale dott. Massimo Canavesio attraverso i giornali locali. Ci rispose un dirigente dell’azienda prospettando progetti faraonici e assicurandoci che l’Amministratore si stava battendo come un leone per ridare lustro alla storica impresa. Ora sappiamo che il leone ha mangiato tutto ciò che c’era da mangiare, lasciando la carcassa abbandonata a se stessa. Del resto bastava andare a rileggersi le cronache giudiziario-finanziarie degli anni '80 e '90 per scoprire che Canavesio aveva nel suo curriculum una quantità enorme di fallimenti e speculazioni al suo attivo. Articoli apparsi sul Corriere della Sera e sul Sole 24 Ore lo descrivono come l’"enfant terrible" della finanza italiana, coinvolto in crack finanziari e processi di vario genere. Nonostante questo, l’impressione che in quei mesi ricevemmo fu quella di ritrovarci al cospetto di un muro di gomma. A parte deboli e simbolici tentativi nessuno nella nostra zona cercò di capirne qualcosa di più, nessuno volle realmente rompere quel muro d’indifferenza che troppo spesso fa da contorno a queste vicende. Partiti politici assenti, giornali locali restii a raccontare la realtà delle cose e un sindacato troppo debole per svolgere un’operazione che sarebbe dovuta andare oltre la tutela dei diritti acquisiti. I Parlamentari e Senatori eletti in queste valli avevano il dovere di intervenire, ma inspiegabilmente non lo hanno fatto. Ci verrebbe da dire che sono moralmente colpevoli di reticenza. Ora ci auguriamo che su quell’edificio non si perpetri un’ulteriore speculazione. Rimane sospesa una domanda: qual è stato lo scopo di quest’operazione, quali vantaggi il dott. Canavesio ha acquisito da questa vicenda? Noi, non abbiamo gli strumenti per comprendere le dinamiche di questi cinici giochi, ma prima che la stessa cosa accada altrove sarebbe necessario fare piena luce su quanto è successo nelle Valli del Luinese.

Collettivo
RedAzione Luino (VA)

 

INDEX