VirusilGiornaleonline - 17 ottobre 2001
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LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI
La Corte dei Conti indaghi sulla Sta e,
"La Sta", l'impudica sfacciata, s'era pure lagnata....
di Fausto Cerulli
Proseguendo sulla questionata
questione dei parcheggi dorati dI Roma Capitale degli esattori
molto esatti e poco autorizzati ad esattare, perchè non
segnalare che la Cassazione, questa volta, ha colpito duro: e
tanto per smentire la voce giudiziaria per cui le sezioni del
Palazzaccio marciano divise per poi colpire unite, questa volta
hanno deciso di partire unite. Senza tanti giri di frase i
togatissimi hanno dato un bel torto ed uno schiaffo nientedimeno
che alla STA, che, l'abbiamo già detto, governa sui
parcheggi e conta i soldi dei parchimetri. La STA s'era lagnata, l'impudica, perchè la Corte dei Corti si era permessa pure, la sfacciata, di farle i conti in tasca; per
cui la STA, che magari pensava che la corte
dei conti fosse per via del nome una commissione che si occupava
di araldica e di stemmi, si è rivolta a mamma Cassazione; che in
genere è debole con i forti e viceversa. Stavolta i conti non
son tornati giusti ai giusti della STA, ma son tornati conti alla Corte dei Conti. La Cassazione ha
stabilito che chi maneggia soldi pubblici, anche se si traveste da
società, deve
renderne conto, appunto, al pubblico; ha deciso che i soldi dei
parchimetri, anche se sono monetine, non hanno da finire in
qualche salvadanaio magari di quelli fatti a porco; ma servono
per migliorare il funzionamento del sistema parcheggi, altro che
a parcheggiare qualche sistema di far soldi. Sembrano elementari
verità, la scoperta dell'acqua calda e via celiando; eppure ci
son voluti i troppo spesso bistrattati parrucconi della Suprema
Corte per scoprire che il re è nudo e che la STA, oltre che nuda non è manco
bella. L'unione fa la forza, avranno detto i guidici di
Cassazione; ed a sezioni unite hanno dato uno schiaffo
all'indecenza, hanno riabilitato i conti della Corte dei Conti, hanno detto alla STA di STARE
all'erta. dico la
verità, non mi sarei aspettato tanta franca semplicità dal
Palazzaccio: manco avessero preso a modello Maria Cordova. Se poi qualcuno gioca al lotto,
gli dò anche i numeri; quelli della sentenziosa Cassazione: 12,
3, 67, oppure 1, 23, 67 oppure; la sentenza è la n. 12367;
scomponetela come vi pare, cabalisti. http://www.virusilgiornaleonline.com/
BILANCI AI
RAGGI X "La Corte dei Conti
indaghi sulla Sta"
La Cassazione: la
magistratura può e deve verificare la gestione degli incassi dei
parcometri
La Corte dei conti può e deve
verificare la gestione del denaro pubblico riscosso dalla Sta, la
società trasporti automobilistici a cui il Comune ha affidato la
gestione dei proventi della sosta a pagamento nella Capitale. E
gli utili sono vincolati alla costruzione di nuovi parcheggi. A
mettere la parola fine alla querelle sono le sezioni unite della
Corte di Cassazione che, con questa decisione, hanno respinto il
ricorso presentato dalla Sta contro le verifiche alle quali è
stata sottoposta dalla Corte dei Conti del Lazio. In particolare
i giudici supremi hanno puntualizzato che tutti i soggetti che
abbiano "di fatto maneggio di pubblico denaro" sono
sottoposti alla lente d ingrandimento della magistratura
contabile, anche se si tratta di società private come la Sta.
Non ci sono dubbi - dicono i giudici - circa la natura
privatistica di questa società, ma il regime privatistico del
soggetto non significa che esso non possa venire considerato
agente contabile e quindi soggetto al giudizio per resa di conto.
Nella decisione viene ricordato che esiste un vincolo di natura
pubblicistica - che legittima la supervisione dei bilanci da
parte dei magistrati - che destina le somme ricavate dalle
tariffe per le auto in sosta nelle strisce blu alla
"realizzazione di opere pubbliche". Questo vincolo di
destinazione - è scritto nella sentenza 12367 - non può venir
meno "per il fatto che il servizio sia esercitato attraverso
una società". Dovrà, dunque, superare l'esame dei giudici
contabili anche l'utilizzazione che è stata fatta delle somme
ricavate dalle auto in sosta e che - in base al nuovo Codice
della strada devono essere impiegate per l'"installazione,
costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o
sotterranei, e al loro miglioramento". Mentre le somme
"eventualmente eccedenti" devono servire ad
"interventi per migliorare la mobilità urbana".
Insomma, la Corte di Cassazione respinge la questione e dà pieno
titolo all indagine avviata dalla magistratura di viale
Mazzini riguardo alla gestione degli introiti della Compagnia
romana parcheggi che, fino al 98 ha riscosso per conto della
Sta, i soldi delle soste a pagamento. L inchiesta seguita
dall allora vice procuratore generale Angelo Canale, mirava
ad accertare quali sono i costi reali per la gestione dei
parcheggi e soprattutto dove finiscono le duemila lire l ora
che il cittadino sborsa per sistemare la sua macchina dentro le
strisce blu. Secondo la Corte dei Conti i soldi non sono finiti
dove avrebbero dovuto e ora su questa vicenda sta indagando anche
la procura penale sotto la supervisione del procuratore aggiunto
Maria Cordova. C.Man. su il Messaggero.