Domenica 22 Luglio 2001

CRONACA DI ROMA

L’INCHIESTA

Di Carlo indagato per i soldi "francesi"
Il presidente di Atac-Metroferro accusato di avere versato 700 milioni alla società Systra

I nomi di Mario Di Carlo, attuale presidente di Atac-Metroferro, e Filippo Ciccone, ex amministratore delegato di Sdp, compaiono nell'inchiesta del procuratore aggiunto Maria Cordova sulla Sta, la società che gestisce i parcheggi a pagamento per conto del Comune. I due dirigenti sono stati interrogati alcuni giorni fa, in veste di indagati, dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza. Al centro degli accertamenti delle Fiamme Gialle 700 milioni di lire versate dalla Sta alla Systra, il gruppo francese responsabile delle metropolitane di Parigi, che fino al dicembre '97 deteneva il 35 per cento delle azioni della "Società di progettazione (SdP) - Sistemi di trasporti spa", quest'ultima all'epoca controllata per il 65 per cento dall'azienda romana.
Mario Di Carlo era accompagnato dal suo difensore Giuseppe Zupo e ha spiegato che, subentrato alla presidenza della Sta il primo dicembre del '97, si sarebbe limitato a siglare, dopo aver assunto da pochissimi giorni l'incarico direttivo, un accordo stipulato prima della sua nomina. "L’ultima assemblea della Sta-sistemi - chiarisce - si è svolta il 16 dicembre, quindici giorni dopo il mio arrivo. In quel breve lasso di tempo decisi di acquistare dai francesi la loro quota e avviare il piano di risanamento". Secondo Di Carlo, quindi, è tutto chiaro e probabilmente la contestazione della Procura nasce dal fatto che gli inquirenti non erano a conoscenza di una scrittura privata tra la Sta e i francesi che stabiliva il prezzo di vendita delle loro quote. Quei 700 milioni di lire sarebbero stati il prezzo da pagare per far uscire la Systra dal pacchetto azionario. Una tappa necessaria per poter procedere a un programma di risanamento della Sta e, quindi, della sua controllata, la SdP appunto.
Di Carlo ha sostenuto davanti alle Fiamme gialle che nel '97 bisognava avere le redini, perché se si fosse rimasti in mano ai francesi non si sarebbe potuto avviare il rilancio del quale lui era stato incaricato. Il suo interrogatorio è stato deciso dal magistrato per capire se presunti illeciti si sarebbero potuti nascondere dietro le modifiche degli assetti azionari o dietro il versamento di denaro in un periodo di indebitamento della Sta. L'inchiesta è comunque ancora in corso e riguarda più profili.
Prima della magistratura penale, la società era finita, nel '99, nel mirino di quella contabile. Lo scorso aprile la Procura regionale della Corte dei conti ha citato a giudizio per false fatturazioni sociali la Sta e la Crp, la Cooperativa romana parcheggi che fino al '98 ha curato, per conto della prima azienda, la riscossione delle tariffe sulle strisce blu (il processo inizierà a dicembre). Secondo l'accusa, la Crp avrebbe gonfiato centinaia di fatture, tra il '96 e il '98, per un danno complessivo per la collettività di 10 miliardi e mezzo di lire. Anche il rapporto della Guardia di finanza sulle fatture sequestrate alla Crp è all'esame della Procura.

C.Man.