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| La candidatura
di Rutelli scivola sullo scandalo della Sta di Barbara Alessandrini |
| I
cartelloni pubblicitari di una società telefonica
affissi sulle fiancate degli autobus della Capitale si
rammaricano che il sindaco se ne vada "proprio
adessso che avrebbe potuto parlare gratis alla
città". Ma Francesco Rutelli prima o poi,
dopo essersi già guadagnato la condanna in primo grado
della Corte dei Conti per il caso delle consulenze
doro, la parola dovrà prenderla sul serio. E
spiegare ai cittadini romani che fine hanno fatto i soldi
che dalle loro tasche sarebbero dovuti andare a finire,
attraverso la gestione dei parhimetri della Sta, nelle
casse del Campidoglio ed essere utilizzati per la
cotruzione di parcheggi e per migliorare il trasporto
urbano, e che invece sono finiti chissà dove. E
certo, per il Sindaco in corsa per Palazzo Chigi,
lultimo scandalo della Sta non promette nulla di
buono in termini di promozione personale. Al contrario
rischia davvero di far scivolare la sua candidatura
sullultimo scandalo del suo secondo mandato come
primo cittadino di Roma. La possibilità che il
sindaco di Roma in corsa per Palazzo Chigi possa ancora
una volta attingere a tutta la propria esperienza
mediatica per convincere unintera città e
unintera nazione che la Corte dei Conti ha avviato
unazione persecutoria nei suoi confronti, infatti,
appare remota. Soprattutto ora che in cittadini romani
hanno imparato a conoscere quanta poca pratica si celi
dietro lottima teoria promozionale di cui Rutelli
ha dato ampia prova nel corso dei sette anni in cui è
stato alla guida di Roma. E che sono sufficientemente
irritati per la totale mancanza di miglioramenti
apportati da questamministrazione in materia di
circolazione, traffico, mobilità, gestione dei posti
auto e politica dei parcheggi. Figuriamoci quali proteste
stiano montando, dal momento in cui è comparsa la
notizia che la Corte dei Conti ha accusato la
società del Comune che gestisce i parcometri per aver
gonfiato le fatture delle spese a vantaggio di alcune
società amiche, violando tra laltro il divieto di
subappaltare il servizio di parcheggio a pagamento ad
altre cooperative. Insomma, le ultime
vicende capitoline costringono il candidato premier del
centrosinistra ad avviare la propria campagna elettorale
in una posizione di svantaggio. E a neutralizzarla gli ci
vorrebbe solo una bacchetta magica. Che Francesco Rutelli
obiettivamente non ha, e, nonostante si sia prodigato a
far credere il contrario, non ha mai avuto. Nemmeno
potendo contare sulla pioggia di denaro sceso sul
Campidoglio con la legge per il Giubileo, e impiegato
così malamente da provocare il progressivo
definanziamento di quasi tutte le opere che avrebbero
dovuto usufruire dei fondi dellAnno Santo. Le
conseguenze politiche di questa ultima vicenda penale non
sono quindi da sottovalutare. Anche perchè il
primo segno di debolezza dimostrato dal centrosinistra
nella gestione di questa ennesima pagina nera
dellamministrazione Rutelli, è rappresentato dalla
prima reazione proveniente dalle fila del gruppo
parlamentare dei Ds, e precisamente dal deputato Carlo
Leoni, attuale segretario dei Democratici di sinistra.
Leoni, di fronte alle accuse del procuratore regionale
della Corte dei Conti Paolo Canale, che ha parlato di un
danno di oltre un miliardo, non è riuscito a replicare
altro che con unaccusa. Allo stesso Carlo
Leoni, colpevole di un grave paradosso: condurre
lindagine sulle irregolarità gestionale della Sta
dopo aver ricoperto, la carica di assessore "di
quellamministrazione comunale che adesso chiama in
causa". "Chiunque -prosegue in un formidabile
slancio di dietrologia aristotelica- può essere
autorizzato a pensare che liniziativa potrebbe
essere stata alimentata da un certo risentimento, visto
che il dottor Canale non è stato riconfermato nella
carica". Ma se anche fosse così, resta il
fatto che si sono volatilizzati i soldi dei contribuenti
incassati con la gestione dei parcheggi e che,
cosa ancor più grave, allinterno del team di
Rutelli nessuno ha battuto ciglio sulla lievitazione
delle spese sostenute dalla cooperativa a cui la Sta
aveva affidato la gestione dei parchimetri.Barbara
Alessandrini |