IL MESSAGGERO

CRONACA DI ROMA

  Giovedì 21 Ottobre 2004  
     
  Il prefetto convoca l’assessore Di Carlo: «I ricorsi sulle multe verbalizzate fino a oggi saranno valutati con attenzione ed eventualmente accolti»
  Serra: «Ausiliari, adesso cambia tutto»
   
  Entro lunedì gli agenti della Sita dovranno indossare la divisa e fare prevenzione senza nascondersi
   
  di DAVIDE DESARIO


«Adesso si cambia registro. Gli ausiliari della Sita entro lunedì dovranno indossare la divisa, non nascondersi, fare prevenzione e, tutte le volte che è possibile, contestare la multa ai trasgressori». E’ la sintesi del prefetto Achille Serra sul suo faccia a faccia con l’assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Mario Di Carlo, sul caso degli ausiliari della società Sita.
E sulle 40.000 multe finora elevate dai nuovi vigilini? Il prefetto è chiaro: «Finora non sono state notificate. Ma tutti gli eventuali ricorsi che mi verranno presentati saranno valutati con attenzione. E’ evidente che se gli accertatori non erano visibili, non hanno fatto prevenzione, e non hanno fermato i trasgressori, accoglierò il ricorso del cittadino». L’assessore Di Carlo è comunque soddisfatto: «Abbiamo dimostrato al Prefetto l’utilità del lavoro degli ausiliari nella difesa delle corsie preferenziali. E gli abbiamo anche fatto capire quanto sia diffuso il fenomeno del mancato rispetto delle corsie riservate». I due si rivedranno tra un mese per fare il punto sulla situazione.
L’incontro si è reso necessario dopo le polemiche infuocate sui nuovi ausiliari della Sita, la società che ha in appalto dall’Atac una sessantina di linee bus periferiche e in subappalto dalla Trambus le tratte notturne del Centro. Si tratta di 75 vigilini nominati tra agosto e settembre dal Comune di Roma che sono subito entrati in azione soprattutto di notte. In borghese, con soltanto una fascia gialla al braccio (e neanche sempre), i nuovi ausiliari hanno elevato una valanga di contravvenzioni, senza contestare la violazione al trasgressore.
A lasciare perplessi sono stati due aspetti. Il primo riguarda l’atteggiamento degli accertatori che hanno fatto di tutto per non farsi notare pensando solo alla repressione e non alla prevenzione come invece prevede il codice della strada. Il secondo è che nelle clausole accessorie del contratto il Comune riconosce alla Sita 25 euro per ogni multa la cui notifica sia andata a buon fine (e superato un certo tetto il 30% del guadagno sarà riconosciuto all’Atac). Nessuno ha difeso l’esercito di automobilisti maleducati che, a torto, ogni notte violano le norme del codice della strada. Tutti hanno, invece, criticato la scelta del Comune di propendere alla repressione (facendo cassa) piuttosto che alla prevenzione che non solo garantirebbe il rispetto delle corsie ma al tempo stesso non innescherebbe l’infernale macchina di multe e ricorsi che già ha mandato in tilt l’ufficio contravvenzioni capitolino.
In breve sono piovute critiche: dal professore di diritto amministrativo dell’Università La Sapienza di Roma, Filippo Satta, al difensore civico dello stesso Comune, Ottavio Marotta, dai rappresentanti dei sindacati dei vigili urbani, alle associazioni di difesa dei consumatori e dai rappresentanti dell’opposizione in Campidoglio. Ieri il presidente provinciale di An, Vincenzo Piso, ha chiesto un riordino totale della materia: «Così com’è il sistema sta producendo effetti devastanti».
Sita, comunque, ha aggiustato il tiro fornendo ai suoi ausiliari delle casacche gialle fosforescenti simili a quelle degli operatori ecologici dell’Ama. Anche dal VII Dipartimento, a causa delle numerose proteste dei cittadini, hanno sentito l’esigenza di richiamare all’ordine gli accertatori della Sita.
A riscaldare l’atmosfera è arrivata la notizia dell’apertura di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma sulle denunce per le multe sbagliate dagli ausiliari. Il pm Giuseppe Corasaniti ha ipotizzato, al momento contro ignoti, i reati di falso ideologico e abuso d'atti d'ufficio e ha delegato ai vigili urbani le indagini su una sfilza di contravvenzioni errate effettuate a Roma sempre nelle stesse strade e in orari coincidenti. Un’inchiesta che certo non ha nulla anche fare con gli ausiliari della Sita poiché le multe dei suoi nuovi accertatori non sono ancora state notificate.
Alla fine è intervenuto Serra convocando l’assessore Di Carlo e i rappresentanti delle società di trasporto Sita e Trambus per avere chiarimenti. E ieri, appunto, l’incontro c’è stato. Di Carlo si è presentato da solo e per circa un’ora ha esposto la situazione al prefetto.
«Se alle tre di notte ci sono migliaia di persone che non rispettano le preferenziali qualcosa non quadra - ha commentato il prefetto - Chi non rispetta il codice della strada deve essere sanzionato. Ma nel rispetto della legge, facendosi vedere, facendo prevenzione». Così Di Carlo ha annunciato: «Da lunedì tutti gli ausiliari della Sita saranno dotati di una nuova divisa blu con il cappello».
Restano alcune domande: ma non si poteva far entrare in azione gli ausiliari della Sita dopo l’arrivo delle divise? E alla Sita verranno comunque riconosciuti i 25 euro a multa per questi primi 40.000 verbali che rischiano di essere annullati dai ricorsi al prefetto?