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Martedì 1 Febbraio 2000 |
CRONACA DI ROMA
La Corte dei conti sta passando
al setaccio il bilancio della società comunale
La Sta nel mirino dei
giudici
di ANTONIO DE FLORIO
A Roma gestisce quasi 25.000 parcheggi a pagamento, ma nelle
casse del Comune è riuscita a portare soltanto qualche
spicciolo: 82 milioni, per lesattezza, in un anno. La Sta
spa, società con lintero capitale di proprietà del
Comune, è finita nel mirino della Corte dei conti.
Ieri il procuratore regionale Paolo Maddalena nel denunciare
tangenti ("ci sono ancora a livello medio basso"),
truffe e peculati (tre miliardi nei rimborsi spese dei militari)
e sprechi di danaro pubblico ("allapice ci sono le
consulenze esterne", la giunta Rutelli è stata citata per
poco più di tre miliardi) ha puntato i riflettori anche sulla
società dei parcheggi.
"È vero - ha detto il procuratore - che si tratta di una
società per azioni ed è sottoposta a norme di diritto privato,
ma è anche vero che la Sta maneggia denaro pubblico e per questo
le abbiamo notificato unistanza per resa di conto".
Nella citazione viene passato al setaccio il bilancio del
98 (lultimo disponibile con 20 miliardi di ricavi) e
si scopre che il 90% delle riscossioni dei parcheggi va a coprire
le spese della "società operatrice", ossia la
Compagnia romana parcheggi, che materialmente controlla le
macchinette e gli uomini in casacca gialla, schierati per le
strade. "Nel bilancio della Sta - osserva la procura - nulla
si rinviene in ordine ai rapporti economici/finanziari con la
cosiddetta società operatrice".
Eppure - osservano i magistrati contabili - nelle due gare
dappalto promosse "la Sta illustrava ai concorrenti le
potenzialità "reddituali" delle aree oggetto di
subappalto, segnalando, mese per mese, dal 96, i
"ricavi" mediamente oscillanti, dopo una fase iniziale
di avvio del sistema, intorno ai due miliardi al mese". Che
fine ha fatto questo fiume di soldi pagato dai romani con i
parcometri?
"Desta perplessità - è scritto nellistanza della
procura regionale - il fatto, in sé contraddittorio, che mentre
per un verso la Sta considera le somme riscosse dai parcheggi un
proprio "ricavo", dallaltro non iscrive in
bilancio tutte le somme a tale titolo riscosse, che quindi nel
loro complesso dovrebbero costituire - secondo
limpostazione della Sta - il "fatturato" della
società, cioè i suoi ricavi".
Il procuratore regionale Maddalena, inaugurando lanno
giudiziario, ha illustrato lattività svolta nel 99.
Duecentoquaranta citazioni a giudizio con richieste di condanne
per 270 miliardi. Gli sprechi di danaro pubblico ammontano a 170
miliardi.
Ecco in pillole citazioni e condanne. Agli amministratori del
Consorzio Intermetro, concessionario per la costruzione del
prolungamento delle linee A e B, sono stati chiesti 40 miliardi
(lammontare delle tangenti presumibilente pagate); 23 sono
invece i miliardi che dovranno sborsare alcuni funzionari del
servizio segreto (Sisde) per i fondi neri. Citati per 7 miliardi
alcuni amministratori e funzionari delluniversità della
Sapienza. La stessa cifra è stata richiesta a un dipendente
dellateneo di Tor Vergata. Condannati a pagare circa un
miliardo e mezzo gli amministratori del Coni per gli appalti
dellOlimpico. 800 milioni sono stati contestati a due
funzionari dellUsl Rm2 (truffa). Condannati per 500 milioni
alcuni amministratori dellUnioncamere. Per il furto al
museo di Arte moderna è stata citata la funzionaria sospettata
di essere la basista (543 milioni). Lultima indagine
riguarda la missione Arcobaleno.