Sabato 9 Luglio 2005  
     
  Dopo l’indagine della Corte dei Conti, gli esperti delle contravvenzioni sono finiti nel mirino delle Fiamme gialle. E le ispezioni continuano
  Sta multata: stangata da 3,5 milioni di euro
   
  Maxisanzione della Finanza per 67 consulenze non autorizzate e non dichiarate
   
  di CLAUDIO MARINCOLA

Il verbale è partito dalla Guardia di finanza. Una mega contravvenzione da 3 milioni e 430 mila euro diretta alla Sta spa. Una beffa per la società che gestisce la sosta a pagamento, esperta dunque di multe. Abituata ad essere indicata come mittente e non come destinataria.
Il maxi verbale è nato da un’ispezione molto minuziosa che ha preso in esame i primi anni di vita della società di via Ostiense. Un’indagine ancora in corso che e potrebbe riservare altre sorprese . Gli agenti del Nucleo speciale funzione pubblica e privacy hanno indagato nei rapporti di lavoro e nelle consulenze formalizzate dalla Sta negli anni 1999 e 2000. Sono state esaminati per l’esattezza 115 contratti di collaborazione. L’attenzione si è soffermata in particolare su 67 incarichi conferiti dalla Sta ad altrettanti dipendenti pubblici e comunque a «soggetti che avevano un rapporto di impiego pubblico di tipo subordinato a tempo pieno». Per la stragrande maggioranza si tratta di dirigenti e funzionari del Comune di Roma e di altri comuni laziali, dipendenti delle università capitoline La Sapienza e Roma Tre, e Federico II di Napoli.
Dei collaboratori chiamati dalla Sta, ben 39 non avevano chiesto alcuna autorizzazione per svolgere un lavoro extra. Nè la Sta, del resto, aveva da parte sua comunicato alle rispettive amministrazioni il compenso erogato. Altri 28 consulenti invece avevano richiesto la prescritta autorizzazione ma la società di via Ostiense, secondo la Finanza, non ha ottemperato ai propri obblighi.
Il tutto ha comportato una perdita evidente per l’erario. Da qui la sanzione. Un brutto colpo per la Società trasporti automobilistici spa, che allora muoveva i primi passi dopo essere nata da una costola dell’Atac.
Attualmente la Sta è una società di secondo livello che, dopo aver fatto da apripista in un settore tutto da esplorare, potrebbe presto essere riassorbita dalla casa madre-Atac.
I compensi, per così dire, “sfuggiti” alla rilevazione dell’Anagrafe sono pari a 609 milioni di lire (circa 315 mila euro) nell’anno 1999 e 2 miliardi e 269 milioni nel 2000. Già in passato l’azienda per la mobilità del Comune di Roma fu oggetto di inchiesta. Sia da parte della Corte dei Conti che dei magistrati di Piazzale Clodio. L’accertamento riguardò allora la gestione dei ricavi dei parcometri.
La tegola caduta in testa ai dirigenti che hanno gestito in passato la società di via Ostiense potrebbe avere un effetto a cascata. Nel foglio informativo inviato dalla Finanza alla presidenza del consiglio dei Ministri si spiega infatti, sin dalla premessa, «che sarà cura di questo nucleo proseguire nell’attività di verifica ispettiva per le annualità che vanno dal 2001 a quella in corso». Come dire che di multa ferisce ...